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Gli Arabi

L’Arabia preislamica: l’Arabia è la seconda penisola al mondo per estensione. È costituita da un vasto altipiano arido e deserto ma con ampie zone dove è praticabile la pastorizia, le oasi. Nelle zone desertiche vivevano tribù nomadi di beduini dedite alla pastorizia e alle razzie. Nelle oasi invece si erano stanziati agricoltori, commercianti e artigiani. Alla base dell’organizzazione sociale vi era la tribù comandata da uno sceicco e in tempo di guerra da un rais. Quasi ogni tribù aveva propri dei o demoni, venerati sotto forma di pietre, alberi o corpi celesti. C’erano molti santuari e il più importante si trovava alla Mecca. Ogni anno gli arabi si spingevano in pellegrinaggio alla Mecca (dove si trova la pietra nera ritenuta pietra divina contenente i peccati dell’uomo), sospendendo ogni conflitto, non solo per motivazioni religiose ma anche economiche.


Maometto e la nascita dell’islam: secondo la tradizione Maometto nacque alla Mecca circa nel 570. Dopo aver sposato Cadigia viaggò in Arabia e incontrò diverse comunità di ebrei e cristiani. Intorno al 610 si ritirò sul monte Hirà ed ebbe delle visioni e udì delle voci. Fondò così una nuova religione centrata sul culto di un solo dio di cui si proclamò profeta: Allah. Le sue visioni furono poi raccolte in un libro, divenuto sacro : il Corano. La nuova religione trovò difficoltà nelle classi più ricche, che costrinsero Manometto a trasferirsi a Medina nel “egira” (che segna l’inizio del calendario musulmano) mentre trovarono appoggio in quelle più povere. Fu a medina che ottenne più risultati: fu nominato capo religioso e militare e dopo aver conquistato la Mecca conquistò anche lo Yemen l’Arabia centrale convertendo tutti i territori all’islamismo. Il corano raccoglie le visioni di Maometto è una raccolta di norme in cui risiedono tutti i fondamenti della società islamica a cui i credenti si devono attenere. Il nucleo dell’islamismo è la concezione di Allah come unico dio creatore dell’universo, figura perfetta. Il vero credente è tenuto a pregare 5 volte al giorno, al pellegrinaggio annuale alla Mecca, la difesa e la propaganda dell’Islam, la solidarietà verso i confratelli, il mese di digiuno e penitenza.


L’islam dopo Maometto: alla morte di Maometto l’Arabia era unificata in una sola confederazione grazie all’unica religione. Come successore di Maometto l’aristocrazia voleva mettere suo genero, Ali, mentre i compagni di Maometto volevano eleggere un successore. Prevalse quest’ultima soluzione e per trent’anni si susseguirono quattro califfi elettivi, che avevano sia il potere religioso che politico. Questi attuarono una politica espansionistica che portò agli arabi vastissimi territori. I territori conquistati venivano convertiti all’Islam: chi voleva convertirsi acquisiva tutti i diritti civili, mentre chi voleva conservare la propria religione veniva solo caricato di maggiori pesi fiscali.


Arabi e bizantini: dopo aver abbattuto l’impero persiano si trovarono davanti l’impero bizantino. Dopo la conquista della Siria e della Palestina anche Alessandria, l’Egitto e Cartagine caddero. Così all’inizio del secolo VIII gli arabi avevano saldamente posto piede in Europa.
Bisanzio sino all’anno mille: l’impero bizantino era riuscito a respingere gli assalti arabi ma aveva perso numerosi territori. Inoltre, dalla prima metà del secolo VIII, l’impero dovette lottare contro l’iconoclastia (distruzione e proibizione delle immagini sacre) indetta dall’imperatore Leone III.


Frammentazione dell’Islam: con gli Omayyadi si passò al califfato dinastico che non venne riconosciuto da tutti i mussulmani, e si formarono due partiti, quello dei sanniti (fedeli agli Omayyadi) e quello degli sciiti.
Scienza e cultura: l’importante movimento culturale arabo tra i secoli VIII e XI fu chiamato rinascimento arabo. Vennero compiuto numero traduzioni di testi greci, nel campo della filosofia emerse Averroè, nel campo della medicina Avicenna con il canone di medicina, e nella matematica l’approfondimento dell’algebra, delle equazioni e della trigonometria. La conquista araba ebbe il merito di stimolare un Occidente economicamente e culturalmente regredito. Essa però creò anche dei contrasti.


Gli arabi in Spagna e Sicilia: nei territori occupati si sviluppò una civiltà originale soprattutto sotto il punto di vista artistico, particolarmente nell’architettura.

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