Ominide 1660 punti

De Nerva ad Adriano
Con l'estendersi dell'Impero romano, salgono al potere imperatori di origine provinciale e la pratica frequente dell'adozione consente di scegliere principi di buon livello. Dopo Nerva, senatore nominato principe dal Senato, viene scelto il generale spagnolo Traiano, che ottiene successi nelle campagne militari contro i Daci e trasforma il volto di Roma facendo costruire il Foro e i Mercati che portano il suo nome;inoltre egli mantiene un atteggiamento tollerante verso i cristiani.
Gli succede Adriano che pratica una politica di consolidamento delle frontiere e dà avvio a un'opera imponente di raccolta e sistemazione della legislazione romana.
Antonio Pio
Antonino detto il Pio prosegue la politica di contenimento dei popoli di confine, presso i quali Roma svolge un'azione di mediazione.
Gli succede Marco Aurelio, l'ultimo degli imperatori per adozione,studioso,della filosofia stoica e letterato,ma costretto continue lotte con i popoli confinanti. I

Il successore, Commodo, recupera le ambizioni assolutistiche di alcuni principi della dinastia Giulio-Claudia e getta l'impero nel caos,venendo infine ucciso da un congiura.
Dopo Commodo regna per pochi mesi Pertinace, ucciso poi dai pretoriani, che mettono addirittura all'asta il titolo imperiale. Alla fine prende il potere il generale Settimio Severo,che diventa imperatore nonostante l'opposizione del Senato.
I servi
Settimio Severo riserva grande attenzione e risorse all'esercito, che gli consente campagne vittoriose in Oriente, ma non affronta in modo efficace la crisi economica. A lui succede il figlio Caracalla, dispotico artefice di una pesante politica fiscale, ma anche della concessione della cittadinanza romana a tutto l'impero.
Seguono poi Elagabalo,giovanissimo e bizzarro,e Alessandro Severo,autore di una politica religiosa tollerante e impegnato i Parti a Oriente.
L'anarchia dei militari
Con Alessandro ha fine la dinastia dei Severi: sale al trono il generale Massimino il Trace, primo principe di origine barbarica, che umilia il Senato e impone pesanti tasse per mantenere gli eserciti. Dopo di lui si apre un periodo di anarchia militare che dura fino al 284.
Nel 284 si impone un ufficiale, Diocleziano, che riorganizza la struttura dell'Impero.
La crisi delle istituzioni
Molte sono le cause e gli effetti della crisi del III secolo:l'esercito domina l'Impero e si impongono pesanti tasse per mantenerlo; il Senato è privato di ogni potere;si abbandonano via via le tradizioni morali e civili di Roma; le guerre ostacolano l'agricoltura, distruggono risorse e diffondono malattie,provocando crisi economica e calo demografico.
La crisi riduce inoltre le entrate del fisico e porta a svalutare la moneta:l'inflazione danneggia il commercio e povertà diffusa.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email