La porta di Ishtar a Babilonia


La breve stagione del secondo impero babilonese conobbe con il re Nabucodonosor il momento di massimo splendore. Egli regnò dal 604 al 562 a.C., e portò a termine la conquista della Palestina (597. C), con la conseguente deportazione a Babilonia dell'aristocrazia ebraica (586 a.C.). Babilonia visse allora un lungo periodo di floridezza economica, grazie all'enorme afflusso di schiavi deportati e alle immense ricchezze sottratte con il saccheggio alle città conquistate. Nabucodonosor rese splendida la capitale realizzando grandi opere pubbliche e lavori di ingegneria idraulica per rifornire di acqua i famosi giardini pensili.
Babilonia divenne il fulcro di intensi scambi commerciali tra oriente (India e Cina) e Occidente (mediterraneo) e vi si potevano trovare merci rare e prodotti di raffinatissimo artigianato. Tuttavia si trattò di una fioritura in quanto breve: nel 539 a.C. i Persiani, guidati dall'imperatore Ciro, conquistarono la Mesopotamia spodestando l'ultimo re babilonese, Nabonedo. Al regno di Nabucodonosor si deve un'intensa attività edilizia: i resti di Babilonia che oggi conosciamo risalgono proprio a questa fase di rinnovato, seppure breve, splendore. La città si estendeva sulle due rive dell'Eufrate, circondato da una cinta muraria di quasi 18 km, per consentire ai cittadini di rifugiarsi al suo interno in caso di necessità. Una doppia cinta interna, quadrangolare, difendeva infatti l'abitato vero e proprio. Su questa cinta muraria si aprivano 8 porte, ciascuna consacrata a una divinità. La principale e più famosa di queste è la splendida porta di Ishtar, risalente alla VII secolo a.C. e ricostruita grazie alla ricomposizione della miriade di frammenti rinvenuti nel corso dello Stato. Essa e ora custodita a Berlino, al Pergamon Museum.

Questa porta costituiva l'accesso principale alla città di Babilonia, e attraverso essa passava la strada delle processioni, che collegava il tempio di Marduk alla Casa delle Feste, correndo lungo uno dei lati del palazzo reale.
Era in realtà una doppia porta, in quanto attraversava entrambe le cinte murarie, era fiancheggiata da due torri, in posizione avanzata, e davanti, interni alle mura stesse, utilizzati dal corpo di guardia. Sulle pareti della struttura si trova una straordinaria decorazione policroma a bassorilievo, con rappresentazioni floreali e file alternate di tori (emblema del dio Adad) e di draghi (simbolo del dio Marduk). Tale complesso sistema decorativo è realizzato con tasselli smaltati: le figure sono in colore bianco e giallo, mentre lo sfondo è uniformemente blu. Sulla base della tecnica decorativa sono state individuate tre fasi successive, tutti reperibili al periodo neobabilonese: nella prima le figure degli animali sono modellate a rilievo su mattone non smaltati, nella seconda i soggetti sono dipinti sui mattoni smaltati, infine, nella terza, dragoni e tori sono riprodotti a rilievo sempre sui mattoni smaltati.

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