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IL WELFARE

L’Italia, che nella classifica dello Sviluppo umano redatta dall’UNDP figura al 18° posto (nel 2009), conosce da qualche anno (come molti altri Paesi europei) un forte ridimensionamento delle spese pubbliche per il welfare (per la protezione sociale e per la sanità) che insieme a quella per l’istruzione rappresentano gli indicatori principali per valutare il grado di sviluppo umano e civile di un Paese.
Per quanto riguarda la protezione sociale (previdenza, sanità e assistenza) questa spesa assorbiva nel 2009 circa il 27% del PIL italiano e la spesa pro capite era di 6.700 euro all’anno, due valori leggermente al di sopra della media UE.
La spesa sanitaria pubblica misura quanto viene destinato per soddisfare il bisogno di salute dei cittadini. Nel 2009 essa ammontava a circa il 6,6% del PIL.
La spesa pro capite (circa 1.800 euro annui) era molto inferiore rispetto a quella di altri Paesi europei. Tuttavia il nostro sistema sanitario pubblico risulta essere ancora uno dei migliori al mondo. Per quanto riguarda il livello di istruzione, l’Italia presenta seri problemi: nel 2008, il 47% della popolazione in età 25-64 anni aveva conseguito come titolo di studio più elevato la licenza di scuola media inferiore, un dato ben al di sopra della media UE (28,5%),che colloca il nostro Paese in fondo alla graduatoria insieme a Spagna, Portogallo e Malta.

Questa situazione trova un riscontro nella spesa in istruzione e formazione (3,7% del PIL), inferiore rispetto al valore medio dell’UE (5,1%).

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