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Vecchiaia

Ragionando come un fisico, dobbiamo porci una domanda: la vecchia è statica o dinamica? Ci sono modi per rendere questo passaggio obbligatorio nella vita di ognuno,meno traumatico possibile? La risposta è sì.
Albert Einstein in un suo intervento all’Università di Princeton nel marzo del 1950 afferma quanto segue: “la vecchia ha i suoi momenti belli; ma per l’uomo non ci sono certezze e la fortuna non lo conduce necessariamente alla vecchiaia stessa: ma lo congeda a suo piacimento”.
Ma è proprio vero che la vecchiaia ha anche i suoi momenti belli? Secondo lo studioso Marc Harris dell’Università di Mosca è così.In molti suoi studi su soggetti in età avanzata,hanno dato conferma che si può esser felici ma l’unica < conditio sine qua non > è che il vecchio deve essere tenuto sempre attivo.

Tuttavia credo che parlare di anziani in molti giovani, purtroppo suscita quasi una condizione di rigetto di matrice culturale. Ciò dipende sicuramente da una sorta di rottura,di falla generazionale che purtroppo è molto diffusa nella nostra società falsamente ed ipocritamente evoluta.
Non molto tempo fa,mia nonna mi narrava di come (purtroppo solo in passato) l’anziano era visto.
La persona ormai non più giovane, era messa al centro di ogni discussione,come punto focale e nodale di ogni evento; tutto,o quasi, ruotava attorno a questa maestosa figura. Oggi invece c’è un fatto tristemente vero: l’anziano è emarginato e purtroppo nessuno,di questo bieco dramma, se ne fa carico. Ed è una vergogna!
Perciò il suo destino sembra essere quello di un derelitto capace solo di creare una sorta di “problema” organizzativo, di come cioè questo anziano deve essere gestito. Ed io me ne dispiaccio che sia così.
Questo, come è facilmente intuibile, influisce non poco sulle condizioni psico-fisiche ed attitudinali di questi “nonni”.
Non a caso,alcuni dati ISTAT riportano l’incremento di patologie e sindromi “psicopatologiche” in questa età: la vita spesso, è intesa come priva di significato.
E’ naturale che il soggetto giunto in età senile non sappia (o sovente non può) usufruire del proprio tempo libero che in questa età è molto. Perciò le passeggiate spesso in solitaria,la televisione e vecchie fotografie ormai ingiallite e dimenticate anche dal tempo,diventano l’unica forma di “pseudo-comunicazione”.
In molti paesi soprattutto del sud Italia,come riferiscono alcuni dati, l’anziano (solitamente uomo) è messo in “stand-by”, cioè lasciato in disparte come una sorta di derelitto capace solo di far sopravvivere qualche figlio scapolo grazie ai sussidi ricevuti dallo Stato.
Mentre per le donne è un pochino diverso: infatti la menopausa può finalmente permettere alla donna,per esempio,di vivere liberamente la propria sessualità, ma non di rado, questo d’altro canto,porta ad una sorta di senso di colpa dal momento in cui la donna stessa,per ragioni fisiologiche, non può più divenire ancora madre.
Di conseguenza questi avvenimenti possono determinare soprattutto nella donna una notevole diminuzione dell’autostima.
E’ da aggiungersi, a questo quadro precedentemente tracciato, una possibile “aggravante”; infatti col sopraggiungere dell’età senile,purtroppo l’anziano viene “accompagnato” anche da malattie e finisce per essere messo in disparte dal momento in cui costituisce una sorta di intralcio alla vita caotica.
Infatti basta passare una giornata in ospedale, per rendersi conto che tuttavia, l’anziano è visto come una sorta di fardello,una persona che generalmente finge di star male solo per occupare un letto e sentire sulla sua pelle ancora un pò di calore umano.
Non a caso nell’anziano non è difficile riscontrare comportamenti infantili,lamentandosi per ogni piccola cosa: sia essa cibo o abruzioni quotidiane.
Ed è proprio in questa fase che il resto della famiglia deve far sentire il proprio amore verso queste persone, rendendole (per quanto possibile) ancora attive e valide.
Lo Stato italiano,grazie ai famosi “ammortizzatori sociali”, ha da qualche tempo avviato delle campagne sociali che vedono l’anziano fuori dalle scuole a regolare il traffico durante l’uscita dei bambini. In molte città,ad esempio, vengono avviati corsi di ricamo,corsi di musica, di canto, palestre, iniziative tutte atte a preservare l’integrità psico-fisica dell’anziano.

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