samacla di samacla
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Teorie della società

1) Approccio teorico funzionalista
2) Approccio teorico della teoria del Conflitto
3) Approccio delle sociologie comprendenti:
- Interazionismo simbolico,
- Approccio Drammaturgico
- Etnometodologia,
- Fenomenologia

1) Funzionalismo
Vede la società come un sistema funzionale, unità dinamica che per sopravvivere ed adattarsi all’ambiente deve soddisfare i bisogni, sfruttare le risorse disponibili,mantenersi unita e tramandare i modelli culturali di generazione in generazione: Per fare ciò deve avere un’organizzazione adeguata e ci deve essere una struttura che permetta di affrontare le necessità (detta quindi struttural-funzionalismo) Ogni istituzione ha un compito per la sopravvivenza sociale e tra loro cooperano facendo funzionate la società Hanno una concezione organicistica:= vedono la società come un organismo vivente le cui parti sono collegate tra loro nella fisiologia del tutto; quindi essa come un organismo vivente segue il principio dell’equilibrio che attraverso meccanismi di regolazione cerca di mantenere la stabilità interna(omeostasi) per conservare il proprio stato normale. Danno giudizio positivo sulla società, perché se essa è un sistema che vuole soddisfare i bisogni e regolarsi da sé, le forme che assume devono essere buone più che cattive.

Il metodo adottato è l’analisi funzionale cioè davanti ai fenomeni ci si chiede a cosa serve, quale compito ha?
Origini: impostazione funzionalista: Saint-Simon sostenne che la società e come il corpo umano: ogni parte contribuisce al funzionamento complessivo e se c’è una perturbazione in un punto essa si ripercuote su tutto Comte riprende il concetto e pensa che la società si possa capire solo con il senso d’insieme che non ci fa fermare ai dettaglio, ma ci fa guardare al sistema nel suo complesso
Vero iniziatore Durkheim che oltre alla concezione organicistica della società ha gettato le basi dell’analisi funzionale enunciano i presupposti: studiare la società significa analizzarne le istituzioni chiarire i compiti che svolge in rapporto ai bisogni generali dell’organismo sociale.
Con il dopoguerra si è sviluppato il funzionalismo contemporaneo con:
Parson: le sue teorie rappresentano un funzionalismo più aderente all’impostazione della teoria per cui è stato criticato Egli sintetizza l’organizzazione funzionale dei sistemi sociali nel modello AGIL secondo cui ogni società deve rispondere ai quattro problemi fondamentali o imperativi funzionali:(vale per la società americana, perchè nei regimi totalitari l’istituzione politica tenderà ad estendersi a tutte le caselle, nella società semplice dei raccoglitori/cacciatori invece è la famiglia o il gruppo allargato che prova a soddisfare i quattro imperativi)

le funzioni principali sono : A adattamento, G raggiungimento dei fini, I integrazione, L mantenimento modelli latenti
Si capisce l’organizzazione sociale se si considerano le quattro funzioni fondamentali.

*La funzione adattiva fa ricavare sufficienti risorse dall’ambiente e le distribuisce nel sistema (istituzioni economiche,)

*Affinché si raggiungano i fini specifici occorre un potere che decida e mobiliti la società (istituzioni politiche )

*L’integrazione sociale consiste nella necessità di tenere uniti i membri coordinando le azioni(sistema giuridico che controlla e sanziona)

*I modelli latenti dipendono dal mondo interiore individuale,il sistema deve far conoscere le regole soc. farle rispettare e condividere il valore, superare le tensioni psicologiche (famiglia, scuola, organizzazione religiosa)

I quattro imperativi si trovano in tutte le società ma anche in ciascuna istituzione .(famiglia: sussistenza e distribuzione,organizzazione decisionale ,integrazione e gestione aspetti psicologici..)
Questo modello deve essere utilizzato con elasticità ed ha ispirato confronti tra i ruoli svolti in diverse culture, ma ci si chiede: e’ sicuro che i quattro imperativi siano universali?,se sì, come mai? Dove nascono?
Comunque la teoria mostra che sono gli individui con i loro comportamenti a far esistere la società. Egli riprende l’idea di super-io di Freud, per spiegare la coscienza morale

Per lui la realtà è composta da quattro sistemi stratificati e connessi:
- sistema culturale(conoscenze,simboli,valori)
- Sistema sociale( posizioni,ruoli,norme,istituzione)
- Vita interiore
- Sistema fisico-biologico
La cultura domina sugli altri ed influenza il sistema sociale , penetra nell’individuo portandolo ad adeguarsi alla cultura cui appartiene. Egli sostiene che le persone si comportano secondo le regole sociali perché sono esseri razionali quindi coerenti con le mete che si prefiggono, quindi dato che è la società a stabilire le mete, egli si conforma al sistema sociale.
Anche se sa che esiste la devianza di chi non si conforma alle regole, la considera un fenomeno marginale e controllabile dai meccanismi del sistema .
Merton –teoria meno rigida- ma meno ottimistica,per lui le istituzioni non sono precisamente necessarie e buone,egli è meno accomodante e più critico,infatti il sociologo può anche disapprovare l’andamento corrente delle cose.
Alternative funzionali: un’ esigenza sociale può essere soddisfatta con diverse istituzioni, non è supponibile che una particolare istituzione sia l’unica capace di svolgere una data funzione

*Le disfunzioni possono essere introdotte dalle istituzioni (la burocrazia no facilita molte attività, /mass media informano ma possono generare panico...)

*La relatività dei significati funzionali = non si può dire in assoluto se una istituzione o evento è funzionale o disfunzionale, bisogna chiedersi ogni volta da punto di vista di chi la cosa è utile o dannosa (diversi punti di vista..)

Le funzioni latenti è una definizione già in Durkheim (il delinquente non commette un furto, ma si procura il denaro e scombina l’ordine sociale, ma l’effetto è opposto ed il gesto genera coesione che è una funzione nascosta , della criminalità,non intenzionale)L’esistenza di funzioni latenti (nascoste, secondarie) ci deve portare a non fermarsi in superficie e a non dare giudizi morali fuorvianti;una istituzione apparentemente buona può nascondere una funziona riprovevole, ed una istituzione negativa può avere funzioni positive(es. l’istituzione assistenziale, da un lato aiuta i bisognosi, dall’altro rafforza il potere di chi la gestisce)
Gli adattamenti individuali alle richieste della società possono evidenziale :
- Il conformista fa sue le mete ed i mezzi per raggiungerle che sono proposte dalla società
- l’innovatore trova via alternative accettabili socialmente
- il ritualistica anche se ha rinunciato alle mete fa quello che deve per raggiungerle
- il rinunciatario (barboni, alcolisti..)lascia perdere mete e mezzi
- il ribelle ha un atteggiamento ambivalente per mete e mezzi, una combinazione di rifiuto ed accettazione
Per Merton l’individuo non ha un ruolo passivo, ma contribuisce attivamente alla costruzione del reale sociale: La società spinge l’uomo verso alcune mete ma non gli offre mezzi leciti per raggiungerle ( Parson ritiene che all’uomo siano invece forniti) Le persone di classe bassa si trovano in conflitto tra il realizzarsi economicamente e il percorrere strade illecite per raggiungerle., e l’uomo esce dal conflitto in modi diversi prendendo posizioni differenti a riguardo delle mete e dei mezzi .

Se gli uomini vedono una situazione come reale, esse sono reali nelle conseguenze, quindi essi si costruiscono una rappresentazione della realtà e si muovono quindi nella loro costruzione mentale.
Critiche e punti deboli
*In Parson c’è un ottimismo accomodante per cui le istituzioni sono buone e indiscutibili, si evita quindi di considerare le divisioni,le tensioni i conflitti
*Guardano la società dall’alto e nel suo complesso,trascurano la microsociologia delle esperienze quotidiane.
-neofunzionalismo: si colloca intorno agli anni 80 così Alexander la ripreso le teorie e le ha integrate con le teorie del conflitto ed i contributi della microsociologia, Luhmann ha portato avanti la teoria di Parson che per lui è valida ma incompleta perché trascura l’autocontrollo e la complessità, infatti il sistema sociale non si adatta solo per sopravvivere, ma è consapevole di sé e si autoregola a seconda delle vicende storiche, inoltre c’è la funzione fondamentale della riduzione della complessità, infatti servono istituzioni che semplifichino e traducano i problemi complessi attuali.

2) Teorie del conflitto
Sono un’alternativa al funzionalismo,esse non hanno una concezione positiva, e funzionale, e presentano una immagine negativa della società che non è un’unità organica, ma è un luogo di divisioni, stratificazioni e lotte(per i funzionalisti ci sono ma rappresentano rotture momentanee degli equilibri, destinate a finire x opera dei meccanismi di controllo)
I contrasti non sono l’eccezione ma la regola ,la condizione di base della società,se in un periodo non ci sono è perché una parte domina saldamente sull’altra: l’ordine è oppressione
Le istituzioni non sono realtà necessarie per gli imperativi funzionali, ma sono l’esito di vicende storiche dei conflitti fra i gruppi sociali (chi arriva predomina e organizza a propria misura sottomettendo gli altri) Quindi le istituzioni rispondono agli interessi dei gruppi dominanti quindi ogni società ha istituzioni storiche e di parte.

Marx
*teoria del conflitto
- l’aspetto più evidente per lui è la stratificazione il fatto che le società siano divise in classi gerarchizzate, alcune dominanti altre subordinate; inoltre la formazione delle classi dipende dall’organizzazione produttiva o meglio le divisioni sociali si modellano sull’economia ed i mezzi materiali di produzione che una società adotta per procurarsi da vivere condizionano i rapporti sociali interni. I modi di produzione sono l’insieme dei mezzi di produzione e dei rapporti sociali correlati, ed è diverso da società a società
Il confine tra le classi è determinato dalla proprietà e vi ha una parte anche lo Stato che la stabilisce, che può legittimare la schiavitù, riconoscere o meno la proprietà privata.
Per lui l’uomo che vive in comunità primitive ,senza un potere politico centrale i beni sono di tutti,
ma è stato smentito e gli antropologi hanno dimostrato che non esiste il comunismo primitivo perché in tutte le forme di associazione le persone tendono a distinguere le loro cos, senza che ci sia una autorità che decreti il diritto di proprietà.
Poiché lo Stato ha importanza, molte sono le lotte per impadronirsi del suo controllo, soprattutto tra le classi alte, perché quelle basse non hanno i mezzi per competere.
Tra le classi c’è anche una divisione ideologica dovuta alla conoscenza della realtà che viene elaborata, quindi parla di coscienza di classe per intendere mentalità, convinzioni, credenze legati al fatti di appartenere ad una data classe, quindi è difficile uscire dai confini della propria coscienza di classe. Le classi inferiori hanno meno coscienza di classe e tendo ad uniformare i loro punti di vista a quelli delle persone delle classi superiori. Le classi dominanti tendono così a controllare le idee delle persone delle classi inferiori con la censura, emarginazione,la pubblica disapprovazione. Ed hanno più voce.
Egli ha una teoria dinamica della società e dei suoi cambiamenti nel tempo,la stabilità è solo apparenza, infatti la società si sta comunque trasformando a causa dei mezzi di produzione che tendono a crescere continuamente , ma i rapporti sociali non stanno al passo con lo sviluppo e presto diventeranno inadeguati , così si crea una tensione che spinge al cambiamento.
Era convinto che il sistema capitalistico sarebbe crollato , perché le nuove macchine introdotte avrebbero fatto risparmiare sul lavoro degli operai,generando maggiore profitto per i capitalisti, ma in realtà creando poi la crisi dei profitti stessi la concorrenza abbatterebbe i prezzi. Si svilupperebbe la disoccupazione tecnologica, i compratori si riducono nonostante l’aumento di produzione)Questa tensione per lui avrebbe generato le basi per un cambiamento rivoluzionario in cui il proletariato si sarebbe ribellato .Inoltre per Marx la scolarizzazione e l’istruzione possono rendere le classi più colte e pronte a competere intellettualmente con le dominanti. Il mondo dopo la rivoluzione sarebbe stato migliore, senza proprietà,senza divisioni di classi, produttivo e di benessere, la società industriale crolla per meccanismi autodistruttivi presenti nel suo stesso assetto economico e sociale e sulle sue macerie nasce la società migliore…
critica l’analisi storica è troppo generica,ed il suo pensiero discutibile, ma importante è la sua divisione di classi, la coscienza di classe ed il principio per cui la struttura di classe si modella sui modi di produzione, e che dai conflitti può nascere un motore di trasformazione sociale.
Teoria della riproduzione socio-culturale
Marx ha ispirato ideologie politiche ed è stata ripresa quasi integralmente da diversi studiosi : i neomarxisti o marxisti ,(Althusser)
In Francia negli anni ’60 si sviluppa lo strutturalismo che sostiene il primato delle strutture oggettive sulla soggettività e porta avanti in tutti i campi il principio che bisogna non comprendere le esperienze dall’interno e dal punto di vista di chi la vive,ma guardare le cose dall’esterno per scoprire i rapporti tra i vari elementi che sono fondamentali, mentre le azioni individuali sono condizionate dalla realtà esterna.
Marx non aveva chiarito come un sistema socio-economici abbia resistito per tempi lunghi nonostante le tensioni interne, e Althusser dice che i modi di produzione resistono nel tempo perché ci sono condizioni sociali e culturali che ne favoriscono continuità e trasmissione e lo Stato è fondamentale in ciò. Con gli apparati repressivi mantiene l’ordine, le divisioni ed il dominio, con gli apparati ideologico conserva le ideologie dominanti che lo legittimano. Come per Marx le strutture sociali e culturali sono sovrastrutture, cioè forme che si modellano a seconda dell’organizzazione produttiva, ma per lui non devono essere sottovalutate perché sono decisive per la continuità nel tempo delle strutture economiche; le società si mantengono quasi inalterate nel tempo grazie al fatto che tramandano la loro cultura e si riproducono a livello simbolico.
Boudieu dimostra il ruolo della scuola nel perpetrare le disuguaglianze.
Teorie Critiche
Hanno diversi punti di contatto con le teorie di Marx: la società è divisa il classi, una élite domina sulla massa, e la sfrutta, gli uomini vivono in condizioni ingiuste e disumane e solo con la rivoluzione ci può essere un cambiamento. Diversamente da Marx: la strada per cambiare è il risveglio delle coscienze ,con una graduale trasformazione della civiltà. Quindi il sociologo ha il compito di svelare il vero volto della realtà sociale, denunciando divisioni,ingiustizie,condizioni disumane, quindi la sua è una azione morale e politica. In queste teorie c’è differenza per le ricerche empiriche: alcuni rifiutano l’approccio scientifico basato sui metodi empirici ,altri credono di doverlo prendere con cautela.
Ci sono due filoni:
sociologie critiche nordamericane e hanno messo in luce la realtà americana lontana dai miti della libertà,uguaglianza, benessere,quindi una sociologia critica con Lynd che afferma l’importanza per il ricercatore di dover evidenziare le contraddizioni sociali,e non essere acritico Mills difende l’individualità. Lo spirito critico, la libertà dei singoli minacciate dalla pianificazione burocratica. La classe media americana ( i colletti bianchi;impiegati,insegnati) che si ritengono sopra i proletari ,invece sono soli scacciati dall’elite, apatici, annullati nell’individualità e mercificano anche la propria persona perché devono vendersi come cortesi,cordiali..Egli sostiene che gli USA sono governati da un triplice vertice (politico,militare ed economico) e governo centrale, dirigenti d'industria e generali delle forze armate hanno incentrato nelle oro mani il potere.
Scuola di Francoforte con Adorno e Marcus e Fromm il cui presupposto è adoperare gli strumenti della ragione per capire la società e migliorarla rendendola razionale a misura d’uomo.
Essi ritengono che il sistema capitalistico distorca la personalità costringendo le persone a vivere inconsapevolmente in modo disumano. L’industria culturale che produce su larga scala film,musiche,libri,. Rende le persone appiattite, prive di gusto proprio, così la gente in cambio di beni materiali rinuncia sulla libertà di dissentire, il mondo è sotto il dominio di un ordine totalitario che ha reso gli uomini esseri ad una sola dimensione :quella del consumo (Marcuse). Per Fromm nella civiltà capitalistica prevale la dimensione esistenziale dell’avere, schiacciando quella dell’essere che li renderebbe felici.

Weber
*Il conflitto sociale
La società è un teatro di divisione e di lotte con l’aspetto evidente della stratificazione sociale che è meno rigida di quella di Marx Per lui, ha dà più importanza all’individuo ed ai rapporti quotidiani, la stratificazione non è imperniata solo su fattori economici ; egli pensa che sono gli individui a creare le divisioni attraverso le loro interazioni quotidiane, formando gruppi esclusivi (stesso lavoro, hobby..)I fattori che spingono gli individui ad aggregarsi sono: l’economia,il potere ,la cultura. Ciascuno cerca di concentrare quanto più potere può ed a sottrarsi al dominio degli altri; la è politica è il campo di battaglia per affrontarsi alla conquista del potere.
Non ci sono solo ricchi e poveri ma molti gruppi in posizioni sociali diverse c’è una stratificazione tripartita perché le persone possono aggregarsi per economia,potere o cultura e quindi accanto alla gerarchia di classe su base economica, c’è quella di appartenenza politica,l fondata sul potere , e quella di ceto legata alla cultura.. Le tre gerarchie si influenzano reciprocamente e da un lato la cultura degli individui si plasma in base ai loro interessi economici ma è possibile anche che l’appartenenza ad un gruppo culturale condizioni la posizione economica( vedi calvinisti) e quella di potere (vedi mandarini cinesi) La sua è una visione – realistica di Marx, e divisione e conflitto sono in ogni società e sono ineliminabili, ed hanno anche risvolti positivi perché assicurano cambiamenti sociali evitando la staticità, quindi non spera nelle rivoluzioni. Lo scienziato deve essere avalutativo e saper separare la constatazione dei fatti dai giudizi di valore, quindi ha il compito di descrivere e spiegare la realtà.
Sociologie Neoweberiane
Collins ha ripreso il lavoro insistendo che la stratificazione si crea nei rapporti quotidiani attraverso al comunicazione faccia a faccia e conversazioni innocenti che negoziano l’ordine e la realtà sociale. Per Dahrendorf le persone si dividono in gruppi contrapposti per il grado di autorità che hanno e non sulla base della ricchezza (ora le aziende non sono più padronali ) Coser studia gli effetti del conflitto che oltre che favorire il cambiamento può avere anche conseguenze disgreganti

3)Sociologie Comprendenti
Approccio: i fenomeni sociali vanno studiati dall’interno e dal punto di vista soggettivo di chi vi prende Parte cercando di comprendere il senso che la gente dà alle esperienze
La formazione dei capi espiatori
Il nome richiama un rituale descritto nel Levitico secondo cui una volta l’anno il sacerdote porta all’altare un capro consegnatogli dalla comunità, tocca la sua testa viva confessando tutte le iniquità, e peccati compiuti dagli israeliti , poi per mezzo di un uomo incaricato da Dio manda il capo lontano nel deserto e via con lui tutti i peccati.
Questo genere di rituali hanno la funzione di liberare una comunità dal male trasferendolo su una vittima espulsa. Così in Grecia i pharmahoi, secondo cui erano scelti individui menomati, che dopo essere stati nutriti dalla comunità erano portati in giro per assorbire le impurità, infine erano percossi e cacciati con colpi di pietra.
Il modello segue questo schema:
- Iniziale paura sofferenza per la comunità (es. pestilenza, nemici, bisogno di una nuova purezza di appartenenza)
- Avviene una proiezione dislocazione, attraverso la scelta di una vittima e più operazione di collegamento tra società e vittima (nutrita,curata, adornata..)
- Trasferimento del male ottenuto esponendo la vittima al male di cui ci si vuole liberare (confessione con sacerdote o giro della città), la vittima è spinta fuori portando con sé la sofferenza e il male , lascia la comunità e si trasferisce.

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