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Weber

Weber visse nella II metà del XIX secolo in un periodo in cui l'idea dei positivisti come S. Simon e Comte si contrapponeva all'idea dell'ermeneutica: scienza dell'interpretazione.
All'interno della quale si può parlare di storicismo e idealismo.
Lo storicismo èè una corrente filosofica che sostiene il primato della storia per quanto riguarda la comprensione della realtà e idealismo, invece, che è un termine troppo generico.
Egli cercò di conciliare queste due idee tipiche, fondendo in un approccio originale gli aspetti validi di entrambe, creando così la sociologia comprendente.
Weber, dallo storicismo ricavò la lezione fondamentale della rilevanza della soggettività. Ne trasse la convinzione che le realtà sociali vanno studiate dall'interno a partire dal senso che i partecipanti danno alle loro esperienze.
Alla rilevnza della soggettività bisognava aggiungre la rilevanza delle generalizzazioni. Si trattava di comprendere le esperienze umane nella loro particolarità e al tempo stesso ricavare modelli generali.

Distinzione delle scienze
I positivisti sostenevano il primato delle scienze della natura o scienze esatte, al contrario dell'ermeneutica che fa la distinzione tra scienze della natura e scienze umane.
Per i positivisti vi era un monismo metodologico con l'uso delle scienze della natura per ogni disciplina e pluralismo metodologico per l'ermeneutica.
Windelbland distingue le scienze nomotetiche proprie delle scienze della natura e individuano regole e scienze idiografiche, proprie delle scienze umane, che descrivono il fatto singolo.
Droysen distingue, invece, tra spiegare e comprendere. Nel linguaggio comune i due termini vengono usati pressochè indifferentemente, ma nella tradizione ermeneutica indicano forme di conoscenza radicalmete diverse.
Lo scienziato che spiega guarda ai fenomeni dall'esterno. Invece chi è teso a comprendere si sforza a cogliere le esperienze umane dall'interno, usa l'empatia, la tecnica di mettersi nei panni degli altri, il rivivere, il riprodurre su di se il vissuto degli altri, ed è interessato a ricostruire il mondo mentale degli individui che studia, le loro percezioni, pensieri e soprattutto, le intenzioni.

Idealtipo
è un modello concettuale di generalità intermedia tra la visione positivista ed ermeneutica.
Nella metodologia di Weber il tipo ideale è il ponte tra storicismo e positivismo, comprensione e spiegazione, ricostruzione dei vissuti dall'interno e teoria della società.
Il tipo ideale, inoltre, costituisce un'esagerazione concettuale della realtà empirica; è, poi, uno strumento euristico, un mezzo utile nella ricerca e nello sviluppo della conoscenza.

Avalutività
Un concetto assai noto per Weber è quello di avalutavità.
Lo scienziato non può far a meno di valutare, perchè sceglie di quale problema occuparsi e di conseguenza astrae in un modo anzichè in un altro, costruisce idealtipi che selezionano e accentuano in un senso e non in un altro. La sua visione è necessariamente parziale e orientata.

Azioni socialiL'oggetto principale della sociologia di Weber sono le azioni sociali, cioè quei comportamenti individuali che dal punto di vista soggettivo hanno senso sociali perchè rivolti agli altri o alla collettività.
Weber inizia così quel filone denominato sociologia dell'azione perchè considera prioritario studiare le interazioni sociali degli individui. Per studiare le azioni sociali occorre seguire il procedimento interprettivo, basato sull'empatia e sulla riproduzione dei vissuti altri, come indica la tradizione storicistica.

Statificazione
Weber vede la struttra sociale dominata dalla stratificazione, dalla suddivisone in categorie e gruppi stratificati.
La teoria della stratificaione di Weber differisce da quella di Marx pincipalmente per due ragioni: è interattiva e tridimensionale.
Per Marx la divisone in classi dipende da condizioni strutturali, non fa che rispecchiare la distribuzione della proprietà e della ricchezza in seno alla società. Per Weber, invece, i fattori di aggregazione degli individui sono essenzialmente tre: l'economia, il potere e la cultura. Siccome le persone possono aggregarsi per l'economia, il potere o la cultura, in realtà c'è una stratificazione tripartita.

Accanto alla gerarchia di classe, su base economica, esiste quella di appartenenza politica, fondata sul potere, e quella di ceto, legata alla cultura.

Cristallizzazione e dispersione
Per Weber la stratificazione sociale è instabile e soggetto a trasformazioni cicliche, in cui avvengono fasi di cristallizzazione dove gli stessi gruppi tendono a trovarsi nello stesso livello su tutti e tre i piani della stratificazione e fasi di dispersione dove ci sono dislivelli tra un gruppo e l'altro.

La genesi della modernità per Weber
Weber si chiede da cosa abbia origine la modernità. Riesce ad individuare come fattore maggiore l'industrializzazione perchè ha innescato tutti gli altri cambiamenti.
L'industrializzazione provoca cambiamenti nelle modalità di produzione e va a influenzare tutta la società.
Il fattore culturale che ha prodotto l'industrializzazione è stato il disincantamento del mondo che ha reso la vita sociale sempre più razionale e prevedibile.
Il disincantamento è dovuto all'affermarsi delle grandi religioni che hanno determinato distinzione tra terreno e ultraterreno, dimensione mondana e spirituale.
Universalismo: queste religioni si rivolgono a tutti gli uomini.
un'altra questione che ha reso possibile il disincantamento è stata la burocratizzazione. Il burocrate è un funzionario sociale.
Nel sistema feudale i compiti dell'amministrazione erano svolti dai vassalli. Non c'è più abuso di potere e i singoli si possono muovere con riferimenti più precisi.

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