samacla di samacla
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“ La società è l’esperienza che noi facciamo di altre persone intorno a noi: questa esperienza è con noi dal momento in cui veniamo alla luce, sia che noi siamo ancora bambini, o che siamo diventati adulti. Quasi tutti i nostri pensieri , le nostre ansie , le nostre speranze sono imperanti su altri individui o gruppi che siano. La società è un’esperienza che dura tutta la vita, è anche una delle esperienze che più conta per noi. Essa è poi tutto questo molto prima che noi cominciamo a riflettere su di essa deliberatamente. Certamente la nostra esperienza della società è anteriore ad ogni possibile conoscenza di una disciplina chiamata sociologia:”

Certamente quando l’individuo nasce entra subito a far parte, anche se inconsapevolmente, di una società: si rende conto che non esiste solo lui, deve iniziare a confrontarsi con le difficoltà e prendere consapevolezza di come il resto del mondo può sia gratificarlo che limitalo.

Pensando al neonato mi rendo conto come deve essere difficile superare il timore di ciò che è estraneo al proprio sé ed acquistare fiducia in tutto quello che è fuori; intervengono le gratificazioni dei bisogni primari che lo aiutano a superare le difficoltà iniziali e la risposta affettiva, il sentirsi parte della diade madre-figlio, lo aiuta ad aumentare la sua fiducia e ad iniziare l’esplorazione del mondo circostante.
Il piccolo può essere ascoltato, amato, gratificato,accolto e da ciò dipende molto del suo essere adulto, quindi la sua vita in qualche modo posso dire che dipende proprio dalla microsocietà che lo circonda, e lui gradatamente ne acquista consapevolezza.
Non solo la famiglia, ma successivamente la scuola, gli amici, e quindi i gruppi in genere, possono favorire od ostacolare la crescita e le esperienze sociali; l’uomo non può vivere fuori dall’ambito sociale , egli sin dal primo momento di vita è membro di una società e qualsiasi cosa faccia lo sarà sino alla sua morte.
In effetti non sempre riflettiamo su questa affermazione, a volte, soprattutto i giovani si sentono invincibili, senza limiti, si credono immortali ed al di fuori di regole e valori dati, però questo comportamento è solo un’ egocentrica ribellione al dover crescere. Quindi se il bambino piccolo ripone la sua fiducia e le sue aspettative sulla famiglia, gli adolescenti, cercano invece il confronto con il gruppo dei pari, per sentirsi uniti nel gruppo ed ai genitori si sostituiscono gli amici, che divertano riferimenti sociali importanti.
Quando siamo soli e pensiamo, dopo un po ci rendiamo conto che il nostro pensiero da solo non diventa realtà perché deve comunque confrontarsi con il mondo circostante, possiamo pensare a cosa fare a come si sentiamo, a quello che diremo, ma tutto ciò è sempre in funzione di un vivere sociale di un confrontarsi quotidianamente con qualcosa che è fuori di noi.
Molte volte l’uomo valuta, giudica ,certamente sperimenta molti eventi con immediatezza arrivando a volte a conclusioni che possono essere anche errate, questo significa che l’uomo può avere una certa conoscenza in base alla sua esperienza di un fenomeno, ma solo con un più attento esame ed una più accurata indagine sociale può garantire un approccio obbiettivo.
Sono un esempio per questo i diversi approcci che sono presi per investigare l’immigrazione nel nostro paese, oppure tutte quelle valutazioni che vengono date senza tener conto di molte altre variabili che possono intervenire in un qualsivoglia fenomeno sociale.
Una conoscenza sociologica adeguata consentirebbe certamente una migliore convivenza ad esempio in un paese che probabilmente è destinato ad un futuro multietnico, significa conoscere per meglio comprendere differenze culturali, posizioni mentali differenti, usanze, ed emozioni, al fine non solo di una migliore comprensione e conoscenza ma anche per un confronto relazionale più proficuo.

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