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Il linguaggio

Il linguaggio, nell’ambito della linguistica, è la struttura fondamentale che è comune a tutte le lingue parlate.
Esso è caratterizzato da una struttura sistematica di tipo gerarchico, cioè da elementi, di unità, che sono in rapporto tra loro secondo regole stabilite e vanno dalle unità più semplici a quelle più complesse.
La più piccola unità che riguarda la struttura gerarchica del linguaggio è il fonema.
Esso è la più piccola unità studiata dalla fonologia. Di solito ad ogni lettera corrisponde un fonema, o suono, ci sono però delle eccezioni chiamate digrammi, cioè quando due lettere formano un unico fonema; in caso di doppia vi sono due fonemi differenti.
Tutti i fonemi, esistenti in ogni lingua, sono studiati anche nella morfologia che si occupa dello studio dei morfemi, che sono la più piccola unità di significato e delle regole della loro combinazione nel formare parole.
Esistono tre tipi di morfemi: di flessione, di significato e di derivazione.
Le parole possono essere piene, quando veicolano da sole un significato e parole vuote o funzionali, quando non hanno una funzione grammaticale o sintattica. Questi due tipi di parole sono studiati nell’ambito della semantica.
Le parole vengono combinate in frasi; allo stesso modo in cui non è possibile mettere insieme i fonemi a caso, né formare parole ordinando fonemi come si vuole, si seguono precise regole anche nella costruzione della frase.
La sintassi è quella parte della linguistica che studia come vengono strutturate le frasi.
Secondo i linguistici esistono due livelli di struttura della frase:
1. una struttura di senso, profonda e di significato (proposizione)
2. una struttura superficiale, formale, formata semplicemente da un insieme di parole (enunciato).
Tramite il linguaggio possiamo informare, giudicare, manifestare un sentimento, esortare, convincere ecc...Infatti il linguaggio è lo strumento più efficace e importante a disposizione dell’uomo per comunicare con gli altri uomini.
Da vari studi emerge che il linguaggio ha diverse funzioni linguistiche: la funzione espressiva, quando attraverso il linguaggio esprimiamo un vissuto; la funzione cognitiva, quando trasmettiamo delle conoscenze; la funzione argomentativa, quando l’argomento è una giustificazione, serve per giustificare il proprio punto di vista; la funzione segnaletica, quando cerchiamo di attivare l’attenzione dell’altro e ne modifichiamo il comportamento; la funzione fatica che consiste in espressioni quotidiane di cui facciamo uso in situazioni di silenzio, per “rompere il ghiaccio”, la funzione poetica, quando cerchiamo di adeguare il più possibile il linguaggio rispetto allo scopo; la funzione testuale, quando visualizziamo le “risposte” degli interlocutori che teniamo sotto controllo e la funzione meta linguistica che usiamo quando parliamo della lingua e del linguaggio.

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