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Il commercio può danneggiare i paesi poveri?

L’espansione del settore terziario può indicare un alto grado di sviluppo di un paese. Esaminiamo il caso del commercio delle banane. I Paesi dell’Unione Europea importano da altri continenti buona parte delle banane consumate dai cittadini. Due gruppi di paesi produttori si fronteggiano:
• I paesi poveri come Camerun, Somalia, Giamaica,Capo verde, Belize.
Dove l’Unione Europea adotta tariffe doganali più basse.
• I paesi come Messico, Ecuador, Honduras, Guatemala e Venezuela.
Sono decisi a conquistare una quota maggiore del mercato e quindi pagano un prezzo più alto per le tasse doganali. Nei paesi più poveri la produzione delle banane è realizzata in piccole imprese a carattere familiare e non possono reggere il confronto con le grandi imprese. Quindi l’impatto di un’eventuale esclusione del mercato delle banane può essere devastante per l’economia dei paesi poveri.
Riflettendo sul caso concreto del commercio possiamo dire che:
a. Il percorso che porta alla frutta sulla nostra tavola coinvolge vari stati e mette in contatto diretto interessi di paesi ricchi e poveri;
b. I paesi in via di sviluppo hanno difficoltà hanno difficoltà nell’inserirsi nel mercato mondiale e quindi a sollevare le proprie economie;
c. Le grandi multinazionali esercitano un controllo molto forte sulla produzione, sul commercio dei prodotti di piantagioni;

Il peso del debito estero
Nel corso degli anni numerosi paesi in via di sviluppo e i più poveri hanno contratto molti debiti, il debito è cosi elevato che i paesi non riescono neppure a pagare i relativi interessi. Le cause sono numerose tra cui:
• Il rialzo del prezzo del petrolio;
• Bisogno costante di finanziamenti esteri per migliorare le infrastrutture e i servizi;
• I servizi per avviare lo sviluppo industriale;
Numerose personalità come il Papa chiedono che una parte del debito dei Paesi in via di sviluppo sia cancellato.

Gli interventi per la cooperazione allo sviluppo
Oggi l’80% della ricchezza della terra e nelle mani di una minoranza. Ormai il divario tra ricchi e poveri continua a crescere e ciò nonostante ci sono sempre più problemi:
a. Le malattie, il degrado ambientale, le droghe ecc.
Proprio per questo motivo la cooperazione allo sviluppo si sta trasformando e non solo mira a portare aiuto ma anche a escogitare soluzioni e mettere le persone nella condizione di ampliare la propria gamma di scelte. Non si tratta solo di liberarsi dalla povertà economica e della fame ma anche andare avanti ampliando la salute, l’istruzione e la libertà d’azione.

Breve storia della cooperazione Internazionale
La cooperazione internazione nasce nel 1945 in principio si occupò di istituire nuovi organismi mondiali in grado di prevenire un altro conflitto al livello planetario. Negli anni successivi del colonialismo i Paesi ricchi si fanno carico son la forza dei valori etici - sociali e dell’enciclica. Tra il 1970 e il 1980 la cooperazione viene vista come un’opportunità anche per i paesi più ricchi. La cooperazione diventa marketing e strumento di penetrazione e controllo dei mercati mondiali. Dagli anni novanta del XX secolo ella ha come obbiettivo la sicurezza di tutti e la creazione di condizioni di vita migliori per i paesi più poveri.

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