Positivismo evoluzionistico

Prima che si affermasse la teoria dell’evoluzionismo, la più accreditata era la teoria fissista, secondo la quale non c’è uno sviluppo della specie, e quindi quella creazionista, per la quale tutti gli individui sono stati creati da un’entità superiore come li vediamo noi oggi; quindi, le forme biologiche oggi esistenti, non sarebbero il risultato di un adattamento all’ambiente.
Poiché questa teoria era quella più supportata dalla religione, poiché prevedeva la necessità dell’esistenza di un disegno divino, Darwin, a causa della sua teoria venne definito “agnostico”, poiché riteneva che fosse impossibile trovare nella scienza, conferme o smentite decisive delle credenze religiose o filosofiche.

Positivismo Evoluzionistico
È una delle branche del positivismo, che si divide in sociale e, appunto evoluzionistico; esso si basa sulla teoria della “selezione naturale”; ma, per comprendere chiaramente come Darwin abbia potuto formulare questa ipotesi si deve specificare che già precedentemente, precisamente con Lamarck, si era formulata una teoria che prevedeva un “evoluzionismo”.

Il primo a formulare una teoria evoluzionistica fu Lamarck, il quale intuì che tutti gli organismi sono sottoposti alle pressioni delle condizioni ambientali e gli individui che siamo noi oggi sono il risultato dell’essere sottoposti a queste pressioni.
Il limite di Lamarck sta nell’aver pensato che un carattere acquisito in vita fosse trasferibile alla prole immediatamente. (es. il figlio di un culturista, appena nato, è un piccolo big gym.)

La teoria di Darwin si fonda su due punti:
1) esistono delle piccole, casuali, variazioni organiche
2) tutte le specie sono in lotta per la sopravvivenza

L’accumularsi delle variazioni e la loro conservazione attraverso l’ereditarietà producono le variazioni di organismo e quindi, con il passare del tempo, il passaggio da una specie all’altra.

Darwinismo sociale
La teoria evoluzionistica fu in seguito estesa dalla natura alla società e i concetti di “selezione” e di “lotta per la vita” portarono alla suddivisione tra “forti e deboli” dove i primi avrebbero finito col dominare i secondi.

L’influenza che l’ambiente esercita nell’evoluzione di un individuo e quindi, per esteso, di una specie, agisce prima o dopo nella selezione naturale; in Lamark agisce prima, in Darwin invece, agisce dopo.

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