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Ricerca: Nuovi modelli di famiglia contemporanea

Parlare oggi di famiglia significa far riferimento ad una varietà di situazioni con cui la società, il diritto, la Chiesa sono chiamate a fare i conti. Infatti, i problemi che si pongono sono numerosi e investono aspetti diversi: quello giuridico, quello morale, quello sociale.
Le nuove forme di famiglia sono molteplici e comprendono, in misura sempre crescente, coppie di fatto, situazioni monogenitoriali, sposati con il solo rito civile, omoparentalità e così via…
Il primo modello da prendere in esame è sicuramente quello della “famiglia tradizionale”, che come vedremo, si oppone come struttura, a tutti gli altri.
L’immagine del tipico quadretto familiare è presente nella mente di tutti: una coppia sposata con due figli, una casa unifamiliare, un cane, un gatto e forse un porcellino d’India. Il papà porta i soldi a casa, la mamma si occupa della casa e dei figli. Questa immagine risale agli anni Cinquanta del secolo scorso, nel corso del quale si è imposto questo modello familiare.

Nel frattempo molte cose sono cambiate: molte mamme lavorano, spesso part-time (emancipazione femminile). Molte per necessità finanziaria, altre perché amano il proprio lavoro o perché cercano un equilibrio tra sfera privata e professionale. Tuttavia, conciliare vita familiare e lavorativa è un compito molto arduo, il che comporta una ripartizione chiara dei compiti che non dev’essere costantemente messa in discussione con il coniuge, per permettere ai bambini di avere sempre un punto di riferimento.
Inoltre non bisogna dimenticare che per il modello familiare tradizionale, come per gli altri modelli, è valido il principio in base al quale se i genitori sono felici, lo sono anche i figli.

Da un punto di vista socio-giuridico, la famiglia tradizionale è pienamente riconosciuta ad accettata, al contrario ad esempio, della famiglia omosessuale che, nell’ottica generale, è ormai vista quasi come l’opposto della prima.
Quando parliamo di coppie omosessuali in riferimento alla famiglia, è importante soprattutto parlare del matrimonio civile (a loro negato) e dell’omoparentalità (condizione di genitore in una coppia di persone dello stesso sesso).
In età contemporanea è in notevole crescita l'emancipazione di molte persone omosessuali le quali rivendicano una maggior tutela e vogliono che si ponga fine all'esclusione dei gay dalla possibilità di contrarre un regolare matrimonio col proprio partner. Esistono delle controversie anche per quanto riguarda l’allevamento dei figli da parte di due persone dello stesso sesso, figli che possono essere il frutto di una precedente unione eterosessuale, o di una inseminazione artificiale, o ancora di una adozione. Qualsiasi sia il caso, in molti paesi non si ha una tutela giuridica per i figli delle cosiddette “coppie arcobaleno”, e in molti casi è addirittura negata loro la custodia di questi ultimi.

Un particolare problema di queste coppie è inoltre che il genitore non biologico non viene riconosciuto. In altre parole se alla madre naturale accade qualcosa, entra in gioco l’assistenza sociale. A seconda di quanto tradizionali o liberali siano i collaboratori interessati, i figli potrebbero essere allontanati dal partner superstite.
Anche i timori di chi è contrario ai genitori omosessuali sono svariati. Essi temono per esempio che i bambini non possano svilupparsi in modo normale in mancanza di genitori di entrambi i sessi.
Finora non esiste alcun motivo oggettivo che giustifichi il divieto di crescere dei figli per le coppie omosessuali. E anche l’idea che questi bambini siano predisposti a diventare gay non ha fondamento scientifico.

Un altro tipo di unione non tutelata dalla legge (indipendentemente dalla presenza di figli) è la coppia di fatto.
La famiglia di fatto, a differenza di quella legittima, è costituita da persone che, pur non essendo legate tra loro da alcun vincolo matrimoniale, convivono insieme agli eventuali figli nati dalla loro unione. In essa manca un atto formale (il matrimonio) a cui ricollegare il rapporto per qualificarlo giuridicamente.

Sono in crescita anche le coppie cosiddette LAT (acronimo di “Living Apart Together”) ovvero coppie non conviventi sotto lo stesso domicilio.

Fenomeno che purtroppo sappiamo essere molto diffuso è quello del divorzio (scioglimento del matrimonio). Un matrimonio su due infatti finisce con il divorzio ed i genitori divorziati si assumono in maniera condivisa la responsabilità dell’educazione dei propri figli.

Con il costante incremento dei divorzi aumenta anche il numero di famiglie patchwork.
Una famiglia patchwork (dall'inglese patchwork = intreccio) è nel senso della parola un "intreccio" di più famiglie. Questo concetto relativamente nuovo definisce quelle famiglie in cui i genitori hanno portato i loro reciproci figli da matrimoni o relazioni precedenti nel nuovo rapporto. I figli di una famiglia patchwork non sono necessariamente parenti biologici. Per questo può anche succedere che i figli di un certo gruppo familiare non siano imparentati con nessuno dei due genitori.

Un’altra conseguenza del divorzio è la formazione di famiglie monogenitoriali. Per lo più i sociologi considerano famiglia con un solo genitore quella in cui un solo genitore, indipendentemente dalla sua condizione, vive con un figlio minorenne.

Un discorso a parte va fatto per le famiglie allargate.
Una famiglia allargata è una famiglia che non include strettamente il nucleo familiare minimo (madre, padre e figli) ma comprende anche altri elementi della parentela, in genere si intende la convivenza di tre successive generazioni.

E infine parliamo di famiglie multietniche, ovvero quelle famiglie in cui sono presenti membri di etnie diverse.

Volendo esaminare questi nuovi tipi di famiglia caso per caso, ci si rende conto che si distinguono tra loro in base alle diverse caratteristiche, ma in linee generali non per le problematiche che sollevano, aventi per causa quasi sempre la mancata tolleranza e accettazione da parte di chi si oppone al cambiamento di un’istituzione come la famiglia ritenuta “tradizionale”, senza tenere conto che, come abbiamo visto, la famiglia ha sempre mutato nella struttura e nei rapporti interni in relazione ai cambiamenti della società. Ma più si va avanti, nella società moderna, a parlare di uguaglianza, più si va affermando l’idea che sia necessario fare un passo avanti per fare in modo che sia proprio la società, al contrario, ad adeguarsi ai cambiamenti e quindi accettare i nuovi tipi di famiglia.

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