Ominide 2756 punti

Natura e cultura rappresentano due concetti distinti, ma strettamente correlati. Per Natura intendiamo tutto ciò che non viene insegnato, perché contenuto nel corredo genetico degli esseri umani e quindi tendenza naturale. La Cultura è invece costruzione dell’uomo, il quale associandosi in gruppi e civiltà e utilizzando vari modi per rapportarsi alle cose, ha prodotto cultura.
Il rapporto natura-cultura è pertanto intrinseco nell’esistenza umana.
Assume un ruolo fondamentale nei processi dello sviluppo psicologico individuale. Infatti, gli uomini sono esseri biologici, ma la formazione di un individuo nella sua complessità scaturisce sia dalle caratteristiche innate, dalle dotazioni fisiche, che dall’esperienza e dalla cultura, definita come un complesso di idee, costumi, comportamenti organizzati in modelli e condivisi da un gruppo sociale.
Lo sviluppo naturale e culturale sono l’uno consequenziale all’altro. Ad esempio, secondo lo studioso Leroi-Gourhan, lo sviluppo del cervello ha causato trasformazioni anche nella gestazione e nel parto: i neonati non sono autosufficienti e hanno bisogno di un periodo di cure molto più lungo rispetto a quello degli animali e questa condizione naturale ha comportato l’instaurazione di un’organizzazione cooperativa per l’allevamento dei neonati. Questa condizione favorì pertanto i processi di socializzazione, alla base della cultura. È attraverso la socializzazione che gli esseri umani si confrontano e adottano modelli culturali condivisi.

Pedagogicamente parlando, il rapporto natura-cultura si riferisce alle conoscenze innate e a quelle apprese. Vi sono infatti cose che sappiamo sin dalla nascita, o predisposizioni innate; ma molte altre conoscenze e competenze vengono acquisite nel corso del tempo e sono frutto dunque del contesto culturale del fanciullo. Può tuttavia presentarsi la situazione in cui le predisposizioni naturali del bambino non vengano coltivate, a causa del contesto culturale poco produttivo o inadatto. Nonostante il bambino possieda predisposizioni innate, queste non verranno mai sviluppate se l’ambiente esterno non fornisce stimoli e quindi se la cultura non interviene sulla natura.
Dal punto di vista antropologico, l’uomo è naturalmente incline alla cultura. L’essere umano infatti è indirizzato a certi pensieri, azioni, usi e costumi dal gruppo di appartenenza, ma ciò non significa che nel corso del tempo non possa sviluppare idee diverse. Perché questa condizione possa realizzarsi, il confronto è necessario. Innumerevoli i casi in cui alcuni individui, per esempio ragazze arabe, entrando in contatto con la cultura occidentale, hanno modificato il loro modo di vivere. È successo che alcune si sono inserite nella società occidentale, fuoriuscendo dalle loro proibizioni; altre invece, hanno avuto la reazione contraria, tentando di introdurre le loro usanze nei nostri Paesi occidentali.
Spesso natura e cultura sono in contrasto e tale dicotomia è presente anche in situazioni della vita quotidiana. Basti pensare ai casi in cui gli stereotipi e i pregiudizi, radicati nella cultura di una civiltà, vanno contro la natura di alcuni individui. Lampante esempio sono le discriminazioni razziali o nei confronti degli omosessuali.
Durante il Medioevo la contrapposizione natura-cultura era evidente nelle pratiche educative, che non valorizzavano il bambino con le sue peculiarità e le sue attitudini naturali. Il fanciullo era infatti considerato un “adulto in miniatura” e pertanto la cultura del tempo non consentiva lo sviluppo naturale, ne favoriva la maturazione delle sue predisposizioni.
Un ulteriore esempio è rappresentato dal film “Ragazzo selvaggio”. Victor è un ragazzo sordomuto che viene trovato nella foresta. Si comporta come un animale e pertanto non può essere tenuto con i suoi compagni sordomuti. L’educatore Itard cerca allora di insegnargli a comunicare attraverso parole, segni e oggetti. Cerca di verificare in lui l’esistenza di un sentimento di giustizia, sottoponendolo a punizioni immeritate.
Anche l’educazione dei ragazzi diversamente abili rappresenta la dicotomia natura-cultura. In questi casi è necessaria la presenza di educatori che adottino specifiche tecniche e strategie pedagogiche .

Registrati via email