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Modernizzazione

È il processo tramite il quale ci si adegua ad una realtà non più attuale, alle esigenze e agli standard del momento. In scienze sociali viene definita come il passaggio dalle società statali tradizionali alle moderne società occidentali. Tale processo nasce in Europa, Nord America e Oceania nel XIX attraverso la colonizzazione che può essere:. di popolamento: quando le popolazioni indigene vengono sterminate o emarginate;. di inquadramento: quando la minoranza dominante riorganizza la società locale, per es gli inglesi in India;Vengono meno i criteri tradizionali di legittimazione e nascono le scienze sociali poiché la modernizzazione comporta una riflessione sulla società, per Peter Berger la sociologia nasce quando la società diventa un problema. Sono state formulate varie ipotesi sulla sua origine:. L’evoluzionismo sociale: afferma che la società per adattarsi e sopravvivere deve cambiare, per esempio Parsons e Bales affermano che la famiglia cede ad altre istruzioni le funzioni di istruzione e produzione inquadrando la vita familiare sul piano affettivo.

. Materialismo storico: la società cambia quando cambiano i modi di produzione. Le sovrastrutture(norme-istituzioni- organizzazioni) dipendono dall’organizzazione economica e dai suoi rapporti di dominio. Marx da importanza ai conflitti sociali tra classi diverse per spiegare il passaggio da un modo di produzione all’altro.. Idealismo: afferma che sono le idee a cambiare la società. Le persone hanno valori e ideali diversi e di conseguenza la società cambia. Weber, che comunque non si definisce totalmente idealista, sottolinea il ruolo della religione nello sviluppo dell’imprenditoria moderna. Comunque ora si preferiscono le spiegazioni multifattoriali, cioè non si cerca un unico fattore per spiegare il cambiamento.

Cambiamenti nell’economia

È caratterizzata dal capitalismo di cui Marx sottolinea la divisone in gruppi produttivi, la mercificazione del lavoro e il carattere di sfruttamento dell’economia, cioè il plusvalore. Nasce una nuova figura, quella dell’imprenditore. Si tratta di una figura dinamica e propensa al rischio. È un innovatore in costante ricerca di novità che gli diano un vantaggio sulla concorrenza. Il suo scopo non è l’arricchimento personale, ma piuttosto la possibilità di reinvestire nella società. Weber definisce questo tratto con il termine ascesi mondana, nel senso che si resta nel mondo per crearvi delle realtà produttive. Esistono varie forme di capitalismo. Per esempio sono stati fatti degli esperimenti di economia pianificata, come la Nep nell’Urss, che però sono falliti, e degli esperimenti di economie miste, come la Walferestate, che invece sono riusciti. Vengono introdotte delle maggiori efficienze nell’agricoltura, per esempio i fertilizzanti, e vengono create delle nuove aziende. All’interno dell’industria viene attuata una divisione del lavoro, per esempio con il taylorismo. La modernizzazione porta quindi dei miglioramenti. Ora si sfrutta l’energia inanimata, cioè l’energia che sostituisce gli uomini e gli animali, e si espande la meccanizzazione rendendo la produzione più razionale e basata sul sapere teorico- scientifico. Compare il settore terziario che tuttavia è retto da quello secondario perché è grazie all’industria che si creano nuovi servizi. Vi è un aumento del PIL pro capite, la produzione cresce più della popolazione e c’è una maggiore disponibilità di denaro. Nasce una nuova classe sociale, la calasse lavoratrice o proletariato. Si tratta di persone che si ritrovano a lavorare per altri e questo nuovo soggetto porta ad una nuova coscienza di classe, in termini psicologici ad un nuovo senso di appartenenza. Secondo Marx la proletarizzazione era destinata ad aumentare con la conseguente rivolta dei lavoratori. Ciononostante il rapporto tra i dipendenti e gli autonomi si è stabilizzato e anche le condizioni di vita dei lavoratori sono migliorate. Nasce un nuovo tipo di mercato detto atipico, che dipende dalle esigenze produttive e non segue la legge della domanda e dell’offerta. I datori di lavoro assumono manodopera in base alle esigenze produttive ed i lavoratori non cercano lavoro per i salari, ma per fattori demografici, sociali e culturali. La domanda di lavoro può restare bassa anche se l’offerta è alta. Per esempio se molti lavoratori tessili cercano lavoro, ma il mercato dei prodotti tessili non richiede manodopera, ciò significa che non troveranno lavoro. Se invece si producono molte scarpe il loro prezzo scende e quindi le persone le acquistano. Come dice l’economista Say l’offerta stimola la domanda attraverso i prezzi. Comunque appare una maggiore divisione del lavoro e aumenta anche la produttività, ma aumenta anche l’alienazione.

Centralità della razionalità però criticata

L’immagine dell’uomo razionale è stata ridimensionata non solo dai filosofi, ma che dai scienziati sociali. Per Freud, per esempio, molti comportamenti razionali sono in realtà semplici razionalizzazioni di natura inconscia. Anche Pareto da importanza alle azioni non logiche che dettate da moventi come il desiderio di potere danno vita ad un elite. Un contributo importante ci viene dato da Simon. Il sociologo parla di razionalità limitata e afferma che è prodotta da questi fattori:. la difficoltà di separare i mezzi dai fini, nel senso che spesso non conosciamo la connessione tra l’attività che stimo facendo e il fine a cui tende. . la difficoltà di prevedere le conseguenze, perché non è possibile conoscere tutte le conseguenze di una scelta e così ci si affida alle esperienze passate facendo delle previsioni a medio più che a lungo termine.. le soluzioni no sono ottimali, ma soddisfacenti perché essendo prese in gruppo sono comprese ed influenzate dal clima di collaborazione o di conflitto. Nel mondo contemporaneo c’è invece una massiccia presenza dei media. Disponiamo di una vastità di informazioni( information overload) che porta alla paralisi per analisi. All’aumento dell’informazione non corrisponde un aumento di tempo disponibile e di capacità di analisi della nostra mente. Di fronte a questo problema è necessario adottare strategie che riducano le fonti di disturbo e bisogna selezionare adeguatamente l’informazione. La seconda strategia è attuata delegando e trasformando informazione stessa in un prodotto. Si crea così un infoprodotto che consente di risparmiare tempo rispetto alla ricerca autonoma delle informazioni, che spesso è possibile solo in linea di principio.

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