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Il pensiero di Claude Lèvi- Strauss

Claude Lèvi-Strauss , filosofo e psicologo , fornì con i suoi studi e le sue ricerche un apporto fondamentale all'antropologia, la scienza che studia l'uomo dal punto di vista culturale, fisico e dei suoi comportamenti nella
società. Nacque a Bruxelles in una famiglia di religione ebraica, crebbe a Parigi dove si laureò in filosofia nel 1931. Dal 1935 al 1939 visse in Brasile e insegnò sociologia all'Università di San Paolo. In quegli anni, che furono per lui decisivi perchè gli diedero l'occasione di conoscere un mondo molto diverso e lontano da quello europeo, partecipò ad alcune spedizioni in Amazzonia e Mato Grosso che gli permisero di entrare in contatto con alcune popolazioni indie
come i Nambikwara. Questi ultimi, il cui nomignolo brasiliano significa "orecchie bucate" o "orecchie lunghe", in riferimento ai monili da essi portati ai lobi delle orecchie, erano già noti agli etnologi fin dal 1700. Il suo rientro in Francia coincise con lo scopo della Seconda Guerra mondiale e nel 1941 , a causa delle persecuzioni contro gli ebrei, fu costretto a fuggire negli Stati Uniti.

Qui frequentò altri intellettuali emigrati e dal 1946 lavorò anche come addetto culturale per l'ambasciata di Francia. Nel 1973 entrò nella prestigiosa Acadèmie Française. Morì a Parigi nel 2009 poco prima di compiere 101 anni. Dall'esperienza brasiliana, Lèvi-Strauss ricavò la sua opera più nota, Tristi Tropici. L'opera fu pubblicata nel 1955, che ebbe il merito di avvicinare un pubblico molto vasto all'antropologia. Presentiamo qui di seguito alcuni passi di questo diario di viaggio nel quale l'antropologo descrive l'uomo e la natura , le usanze e la vita quotidiana delle tribù autoctone, attraverso le sue
impressioni sul primitivo mondo amazzonico.

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