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Istruzione in sociologia

Nei paesi sviluppati la maggioranza dei cittadini considera l’istruzione qualcosa di scontato, ma nella sua forma moderna essa è affermata solo in seguito a una lunga evoluzione. Prima dell’invenzione della stampa (1454) i libri venivano laboriosamente copiati a mano e quindi erano rari e costosi. Per grande maggioranza della popolazione saper leggere non era necessario e nemmeno utile; crescere significava apprendere per imitazione i comportamenti sociali e le capacità lavorative dei propri antenati. Oggi nei paesi industrializzati l’alfabetismo (= capacità elementare di leggere e scrivere) è esteso a gran parte della popolazione. I processi di industrializzazione e di urbanizzazione costitutivi dell’età moderna hanno influito fortemente sullo sviluppo dei sistemi educativi. Fino ai primi decenni dell’Ottocento gran parte della popolazione era del tutto esclusa dalla scolarizzazione (= partecipazione a un processo di istruzione formale all’interno di un’istituzione educativa). L’universalizzazione dei sistemi educativi, cioè la loro apertura all’intera popolazione senza distinzioni sociali di alcun tipo, comportò una maggiore insistenza sull’apprendimento astratto, piuttosto che sulla trasmissione pratica di specifiche competenze. In una società moderna gli individui devono possedere alcune capacità di base (leggere, scrivere, fare calcoli), unite a una conoscenza generale del proprio ambiente fisico, sociale ed economico.

Esistono forti differenze, tra paese e paese, per quanto riguarda l’organizzazione dell’istruzione universitaria. In alcuni paesi tutte le università sono istituzioni pubbliche finanziate direttamente dallo stato. L’intera struttura dei corsi deve essere approvata da un organismo di controllo che risponde al ministro competente. È possibile conseguire due diversi titolo di studio, uno rilasciato dalle singole università, l’altro dallo stato (più prestigioso e più utile del primo). Tra i paesi sviluppati, gli USA si distinguono per l’alta percentuale di università private.

La diffusione delle tecnologie informatiche sta influenzando l’istruzione in molti modi. L’economia della conoscenza richiede una forza lavoro che abbia familiarità con i computer. La nascita dell’istruzione nel suo significato moderno è legata allo sviluppo della stampa. La diffusione di massa dei liberi, dei giornali e di altri testi a stampa ha caratterizzato l’avvento della società moderna quanto le macchine e le fabbriche. L’istruzione si è sviluppata per fornire le competenze che davano accesso al mondo dei media a stampa. agli occhi di molti, tutto questo è destinato a cambiare con l’uso crescente dei computer e delle tecnologie multimediali. Esse permettono ai ragazzi di lavorare indipendentemente, di fare ricerche con l’aiuto di risorse on-line, di utilizzare programmi educativi che consentono loro di progredire al ritmo individualmente più appropriato. Molti insegnati considerano i computer un’integrazione, anziché un sostituto, delle lezioni tradizionali.

Nei paesi industrializzati l’istruzione è una delle questioni di maggior rilievo sia per i politici che per i cittadini. Il sistema scolastico svolge un ruolo determinante nella socializzazione dei ragazzi, nella promozione delle pari opportunità, nella formazione professionale e nella creazione di una cittadinanza informata e attiva. In quasi tutti i sistemi scolastici ci sono scuole che producono risultati migliori di altre. A volte sia i genitori che i ragazzi esprimono la loro insoddisfazione per la qualità dell’istruzione ricevuta nelle scuole statali. Alcuni genitori sono in grado di fornire ai propri figli un’istruzione privata, mentre la maggior parte delle famiglie si affida alle scuole statali.
Le scuole andrebbero gestite come se fossero delle imprese  privatizzazione dell’istruzione. I critici denunciano questo approccio come semplicistico. Chi si oppone ai programmi di privatizzazione sostiene che una vera riforma dell’istruzione deve comprendere misure contro la povertà, iniziative contro le discriminazioni etniche, strutture scolastiche migliori e servizi sociali adeguati.


Esistono diversi approcci al problema dell’istruzione e delle sue implicazioni in termini di disuguaglianza. Bernstein sostiene che ragazzi provenienti da background diversi sviluppano nei primi anni di vita codici linguistici anch’essi diversi, che influenzano la loro successiva esperienza scolastica ( differenze sistematiche nel modo di usare il linguaggio). I ragazzi delle classi inferiori acquisiscono un codice ristretto, cioè un modo di usar ei linguaggio legato a un determinato ambiente culturale (forte cultura familiare o di vicinato, in cui valori e norme sono dati per scontati). Un codice ristretto è più idoneo alla comunicazione dell’esperienza pratica che alla discussione di idee, processi e rapporti astratti. I ragazzi appartenenti alle classi medie acquisiscono invece un codice elaborato, cioè un modo di usare il linguaggio meno vincolato a un contesto specifico, che consente di adattare i significati delle parole alle esigenze di situazioni diverse. Un codice elaborato è più idoneo alla generalizzazione e all’espressione di idee astratte. All’uso di codici ristretti sono state associate le seguenti caratteristiche, ciascuna delle quali inibisce le possibilità educative dei ragazzi appartenenti alle classi inferiori:

• il ragazzo riceve probabilmente risposte limitate alle domande che rivolge a casa e può risultare meno curioso verso il mondo esterno rispetto a chi padroneggia codici elaborati
• il ragazzo troverà difficile confrontarsi con il linguaggio non emotivo e astratto usato dall’insegnante e con i principi generali della disciplina scolastica
• quanto viene detto dall’insegnante risulta in buona parte incomprensibile al ragazzo, essendo espresso in forme linguistiche diverse da quelle cui è abituato; egli può tentare di tradurre il linguaggio
• il ragazzo avrà poche difficoltà nel’apprendimento mnemonico o esemplificato, ma dovrà affrontare maggiori problemi per afferrare le distinzioni concettuali che comportano generalizzazione e astrazione

Illich descrive come un processo nel corso del quali individui autosufficienti vengono privati delle proprie capacità tradizionali e costretti ad affidarsi ai medici per la salute, agli insegnanti per l’istruzione, alla televisione per l’intrattenimento e ai datori di lavoro per la sussistenza. Egli sottolinea il legame tra lo sviluppo dell’istruzione e le esigenze economiche di disciplina e gerarchia, ritenendo che le scuole svolgano quattro compiti fondamentali:
• custodia
• distribuzione degli individui nei ruoli occupazionali
• apprendimento dei valori dominanti
• acquisizione delle capacità e delle conoscenze socialmente approvate
La scuola è diventata un’organizzazione di custodia in quanto la frequenza è obbligatoria e i ragazzi vengono “tenuti lontano dalla strada”. La scuola tende a infondere quello che Illich chiama consumo passivo: l’accettazione acritica dell’ordine sociale esistente attraverso la disciplina e l’irreggimentazione  programma occulto della scuola. Per cambiare lo stato presente delle istituzioni educative Illich propone la descolarizzazione della società. In sostituzione delle scuole Illich propone diversi tipi di strutture educative. Le risorse materiali destinate all’apprendimento formale sarebbero conservate in biblioteche, agenzie, laboratori e banche dati a disposizione di tutti. Verrebbero costruite “reti di comunicazione” in grado di fornire informazioni sulle competenze di ciascuno e sulla sua disponibilità a trasmetterle o a scambiare attività di insegnamento reciproco  l’istruzione diventerebbe accessibile a chiunque desiderasse approfittarne

Riproduzione culturale = modi in cui la scuola, insieme ad altre istituzioni, contribuisce a perpetuare di generazione in generazione le disuguaglianze sociali ed economiche. Il concetto di riproduzione culturale richiama l’attenzione sui meccanismi attraverso cui la scuola rafforza le differenze di riferimenti culturali acquisiti nel corso della vita.


Nei paesi occidentali il contenuto dei programmi scolastici non fa più alcuna distinzione sistematica tra maschi e femmine. Negli ultimi anni il dibattito sui rapporti tra scuola e genere si è completamente ribaltato , poiché in diversi paesi occidentali le ragazze hanno cominciato a registrare risultati scolastici costantemente migliori rispetto ai ragazzi. Il problema dell’impreparazione maschile suscita grande preoccupazione, in quanto appare legato a più ampie questioni sociali come la delinquenza, la disoccupazione, la droga. Questo fatto può essere dovuto, per esempio:
 alla crescita dell’autostima e delle aspettative femminili
 alla maggiore consapevolezza della discriminazione di genere
 alla differenza di approccio allo studio tra ragazzi e ragazze

Per molti anni gli psicologi si sono chiesti se esista davvero un’unica capacità umana che possa chiamarsi intelligenza, e in che misura sia fondata su differenze innate. L’intelligenza è difficile da definire, perché comprende molte qualità diverse e spesso slegate tra loro.
Le differenze di intelligenza tra diversi gruppi etnici e razziali sono da spiegare, in parte, in termini ereditari (alcuni gruppi etnici hanno in media QI più alti di altri). Più un individuo è intelligente, maggiori sono le sue probabilità di salire la scala sociale: chi occupa le posizioni di vertice lo deve in parte alla sua maggiore intelligenza. Le osservazioni condotte su minoranze etniche svantaggiate di altri paesi fanno ritenere che le differenze tra afroamericani e bianchi negli USA siano il risultato di disparità socio-culturali.

Goleman ha sostenuto che l’intelligenza emotiva può essere almeno altrettanto importante del QI nel determinare opportunità di vita. Il concetto di intelligenza emotiva indica la capacità di gestire proficuamente le proprie emozioni: motivazione, autocontrollo, empatia, entusiasmo, tenacia. Sicuramente non si tratta di attitudini ereditarie.

Le nuove tecnologie e l’economia della conoscenza stanno trasformando i modi tradizionali di concepire l’istruzione e il lavoro. L’idea di istruzione sta cedendo il passo a un più ampio concetto di apprendimento permanente, che ha luogo in una pluralità di contesti ed è indeterminato nel tempo. Chi apprende è un soggetto sociale attivo che attinge a una molteplicità di fonti. Una maggiore attenzione per l’apprendimento permanente si manifesta già nelle scuole, dove crescono le possibilità di apprendere fuori dall’aula. I confini tra scuola e mondo esterno stanno diventando sempre più permeabili. Sono ormai comuni varie forme di collaborazione tra scuole, imprese e istituzioni locali, che consentono agli studenti di crescere a contatto con il mondo professionale e civile degli adulti. L’apprendimento è sia uno strumento che un fine: lo sviluppo di una completa autorealizzazione personale.

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