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La censura nel mondo moderno

Dall'età moderna la censura comincia ad avere un certo ruolo nel settore delle comunicazioni. Diverse forme di censura si sono succedute nel corso del tempo, due di queste ad esempio sono il vilipendio alla bandiera e negazionismo, che vanno ad intaccare il principio di libertà di espressione.
L'articolo 21 individua anche i delitti per chi commette dei reati di stampa. Esiste una limitazione individuata dalla definizione di buon costume. Nel corso della storia, diversi sono stati i provvedimenti che hanno consentito una maggiore (se non totale) libertà di stampa, ad esempio, la Dichiarazione dei Diritti del Cittadino del 1948, oppure la Carta del Cittadino, emanata nel 2000. L'Italia oscilla in una graduatoria con paesi considerati free, (totalmente liberi) e part free (parzialmente liberi), a causa di provvedimenti del governo.

Cos'è la censura

La censura è il controllo della comunicazione verbale o altro da parte di autorità. Non ci si può censurare a vicenda, ma da un'autorità condivisa che stabilisca se applicare la censura o no. Censurare non significa eliminare le parti di un'espressione, quella è solamente la parte finale della censura; infatti si interviene molto prima. Essa può essere riferita anche ad una singola persona. Riportiamo alcuni esempi:
900' -> Gramsci viene sottoposto a processo, e chi lo segue nel processo disse Per vent'anni dobbiamo impedire a quest'uomo di pensare ed esprimersi.
Ambito storico, 500-600--> cambiano le categorie morali, e cambia anche il lessico. Ad esempio, il termine Costituzione prima veniva spesso bandito.
Fin dal Medioevo il tribunale dell'Inquisizione e l'indice dei libri proibiti operavano nella censura. Il primo era il tribunale ecclesiastico che poteva giudicare anche i reati di stampa con sede centrale a Roma, il secondo era la lista dei libri che l'assemblea dei vescovi identificava come proibiti (eliminato poi negli anni '60 del '900).
Libri come il Mein Kampf non vennero censurati però dall'indice dei libri proibiti; dietro ciò c'è un motivo d'ordine religioso. Non poteva essere condannato un testo scritto da un'autorità in quanto secondo i vescovi non c'era autorità che non provenisse da Dio.

Censori nel 700

Censori -> Bibliotecari quasi sempre legati al clero. Vi era all'epoca anche il cosìdetto giurisdizionalismo, pensiero secondo cui lo Stato doveva riaffermare il proprio controllo sulla Chiesa. Il controllo sull'informazione poteva essere una rampa di lancio per rappresentare la propria superiorità.
Napoleone--> controllo statale sulla stampa, ne reprime la libertà. Da un lato permette alla stampa di circolare, dall'altro crea leggi sulla circolazione dell'informazione (arte, spettacolo, economia). Per quanto concerne l'ambito politico poteva "parlare" solo un periodico, naturalmente gestito dallo stato ed economicamente finanziato da esso. Nei primi dell'800 il nome Napoleone e il termine patria non poterono più essere usati nel clima della Restaurazione.
Italia 800' -> I censori sono rappresentati dalla polizia (Ministero degli Interni). Molti giornali provengono dall'estero, e andavano controllati perché potevano contenere termini o argomenti inaccettabili.
Territori come Sardegna, Liguria, Piemonte godranno della libertà di stampa ben 13 anni prima degli altri. Lo Statuto Albertino (il quale tra i suoi provvedimenti compariva appunto anche la libertà di stampa), resisterà seppur manipolato.

La censura nel '900

Nel corso della storia si è visto in diverse circostanze quanto l'informazione giornalistica, sia stata un mezzo che, oltre a permettere la circolazione di informazioni relative a eventi ecc, ha finito per essere usata e manipolata dalle autorità dei diversi paesi; l'informazione era un ottimo strumento per ascendere al potere e, tramite essa, si poteva ottenere il controllo dell'opinione pubblica. Altrettanto ha fatto la censura, che attraverso l'occultazione di contenuti ritenuti troppo scomodi per le autorità, ha permesso di mostrare una realtà diversa da quella che realmente era; un esempio può essere il caso dell' America durante la guerra nel Vietnam; le informazioni sulle atrocità commesse dagli americani in terra vietnamita, o sulle sconfitte subite, non venivano pubblicate, o comunque rese note; questo per far sì che l'opinione pubblica non si opponesse alle volontà del governo a causa di ciò che stava succedendo al fronte.

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