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L’educazione interculturale e la scuola

La scuola è il luogo in cui i processi assumono un significato intenzionale e dove si verificano esperienze non comuni, che rientrano in un progetto con finalità e obbiettivi ben precisi.
Nella realtà attuale la pressione dei mass media ha affiancato di gran lunga superato in efficaci ala comunicazione interpersonale, assumendo un notevole valori dal punto di vista dell’ educazione informale. Questo ha prodotto risultati con risvolti per molti aspetti imprevedibili e contradditori: da un lato l’aumento dell’informazione ha reso possibile una visione più ampia e aggiornata sui processi migratori, ma dall’altro la componente di command, indissolubilemente legata alla comunicazione, ha introdotto filtri ideologici che hanno reso difficoltosa la formazione di giudizi personali veramente liberi, sottratti alla componente emotiva,così facilmente attivabile dai mass media, e soprattutto dai new media. Dalla sollecitazione delle capacità critiche dipende la diffusione di un atteggiamento di riconoscimento dell’alterità: questo spetta alla scuola, e in generale ai processi educativi formali, caratterizzati da intenzionalità pedagogica e progettualità organizzativa, sviluppate a livello istituzionale e pubblico.

Duccio Demetrio considera un evento interculturale come qualcosa che appartiene strettamente alla dimensione cognitiva e non può per questo essere riservato alla scuola, anche se al suo interno crescono e si perfezionano gli strumenti di analisi che sono indispensabili per affrontare l’esperienza interculturale. L’interculturalità non accade nella scuola , ma nemmeno nella società: essa diventa un “evento” proprio del sistema cognitivo del soggetto, nel momento in cui appare il vissuto sintetico-reinterpretativo di più culture>>. L’intercultura come esperienza si realizza nel momento in cui si percepisce nella narrazione dell’altra culturanun pensiero divergente rispetto al proprio, con cui confrontarsi ed eventualmente da accogliere. L’obbiettivo di un’educazione interculturale non è l’acquisizione del punto di vista dell’altro: ciò che davvero occorre è al possibilità di accogliere l’altro all’interno del proprio sistema cognitivo come elemento si confronto e fonte di arricchimento. Attraverso un pensiero autonomo,generato dal confronto, non solo è possibile apprendere la relatività delle proprie convinzioni, assumendo punti di vista altri e di pari dignità, ma comprendere meglio anche le idee personali, talvolta fortificandole, in altri casi modificandole e combinandole attraverso un processo di métessage.
In ogni caso è proprio attraverso l’occasione di una riflessione interiore che l’educazione interculturale offre la possibilità di creare un dialogo aperto, non giudicante e libero, da cui nasce lo stimolo per un’integrazione autentica fra soggetti portatori si storie si uguale dignità e ricchezza.

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