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La disuguaglianza sociale

La distribuzione differenziata del potere è una delle principali fonti della disuguaglianza sociale. E' infatti evidente che non c'è uguaglianza tra chi comanda e chi deve ubbidire. Comandare è unanimemente considerato un privilegio, ubbidisce fa quello che vuole l'altro. Ma questo è solo un caso particolare di un fenomeno più generale. E' infatti tipica di ogni società la tendenza a distribuire le risorse di cui dispone in maniera ineguale tra i suoi membri. Le risorse sociali sono tutti diversi tipi di "ricchezza" che la società produce: ricchezze economiche, ricchezze culturali, ricchezze in termini di prestigio e di potere sugli altri. In breve, tutte quelli cose che aumentano il grado di soddisfazione personale e che non è possibile conseguire se non all'interno della società. In senso generale si parla dunque di disuguaglianza sociale quando gli individui che appartengono a una certa società non hanno uguale accesso alle risorse che essa mette loro a disposizione. Di fatto non esiste una società in cui tali risorse non siano distribuite inegualmente. L'impossibilità di eliminare dei fenomeni di potere e di autorità nella società, e soprattutto il fatto che la distribuzione dell'autorità è sempre differenziata e crea delle gerarchie nella distribuzione sociale,rende la disuguaglianza un elemento costantemente presente nelle società umane. Vi è poi la disuguaglianza di prestigio, cioè legata alla considerazione in cui viene tenuta una certa persona o un certo gruppo sociale. Godere di un'altra considerazione presso chi ci circonda è per noi non solo fattore di gratificazione personale, ma anche fonte fonte di favori e facilitazioni da parte degli altri. Gli esseri umani sono sempre più disponibili nei confronti di chi considerano in posizione di prestigio. Ricchezza, prestigio, potere e istruzione sono i principali fattori attraverso cui si determina e misura la disuguaglianza nella nostra società.

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