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La disoccupazione

Quando il numero delle persone attive di una certa società supera il numero degli occupanti, cioè quando l'offerta di lavoro supera la domanda, allora si forma un gruppo sociale composto da tutti coloro che pur aspirando a un'occupazione non la trovano. Essi sono privi di occupazione, cioè disoccupati. La disoccupazione è lo stato in cui si trovano tutti coloro che in una società pur avendo la disponibilità e la capacità di svolgere un lavoro retribuito non riescono a farlo. Il tasso di disoccupazione è la percentuale di disoccupati sul totale della popolazione attiva. Quello della disoccupazione è da tempo uno dei più gravi problemi sociali che affliggono un po' tutti i paesi occidentali. Ma il solo tasso di disoccupazione non riesce a fornire chiare indicazioni sulla sua reale entità e sul modo in cui essa è di fatto distribuita nella popolazione di una società. Esso nasconde spesso situazioni sociale disomogenee. Soprattutto in Europa, le persone in cerca di lavoro sono differentemente stratificate di zona in zona, in base al genere, all'età, all'esperienza di lavoro e alla posizione all'interno della famiglia. In certe aree la disoccupazione colpisce di più giovani in cerca di prima occupazione, in altre gli anziani che faticano a tenersi al passo con le innovazioni tecnologiche, in altre ancora le donne, in alte i laureati che sono in soprannumero rispetto alle esigenze del mercato del lavoro. Analizzare correttamente il fenomeno della disoccupazione dal punto di vista sociologico impone quindi di prendere in considerazione i tassi di disoccupazione specifici, cioè quei tassi che quantificano le percentuali di disoccupati giovani e adulti, maschi o femmine, diplomati o laureati,ecc...

Il caso della disoccupazione italiana per esempio è molto particolare in Europa non tanto per l'entità numerica del problema che è tutto sommato non lontana dalla media con le altre nazioni quanto per la sua composizione. Gli studiosi di scienze sociali parlano al riguardo di un "modello italiano della disoccupazione". Di fatto l'Italia è il paese che più massicciamente protegge l'occupazione dei maschi adulti e che di conseguenze discrimina più fortemente le donne, che superano di poco il 30% degli occupanti e i giovani, che costituiscono una parte molto importante di chi cerca lavoro.

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