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Culture della diaspora, culture dell’emigrazione

Il concetto di diaspora definisce i movimenti di interi gruppi di persone dovuti a persecuzioni di tipo politico o religioso; sono vere e proprie fughe che determinano la dispersione in aree geografiche e culturali diverse. Anche i “migranti“ sono vittime di conflitti e vogliono uscire dai loro paesi. Si riferisce quindi a migrazioni di tipo coatto che costringono l’abbandono dei luoghi d’origine dove il desiderio non si unisce alla necessità.
Si produce una serie di relazione tra i fuggitivi, oggi riconosciuti come rifugiati e le aree geografiche in cui si trasferiscono. Si parla quindi di cultura della diaspora, specie quando i flussi conservano una consistenza temporale e si creano legami stabili di tipo economico, politico e culturale.
Da un lato c’è un mantenimento di un legame con le aree di origine, dall’altro si evidenziano le relazioni con le comunità di accoglienza. Come evidenzia Matilde Callari Galli, le relazioni presenti nelle culture della diaspora si esprimono nei modi di vivere e pensare dei gruppi rifugiati: la dispersione fornisce visioni unitarie e complesse sia del locale che dell’altrove. I gruppi appartenenti a una diaspora hanno sviluppato una forte interazione con le comunità locali, assumendo consapevolezza del métissage che deriva dal contatto con il mondo largo in cui entrano a far parte.

La cultura della diaspora si affianca a quella della migrazione, nella quale prevale la ricerca del benessere: esistono una “diaspora della speranza” e una “diaspora del terrore e della disperazione”. La cultura della diaspora finisce così per incorporare anche quella della migrazione: desiderio e bisogno di abbandono della propria terra si uniscono in un atto motivato dalla ricerca di migliori opportunità di vita.
Gli spostamenti migratori, oggi, sono resi diversi dal sistema di comunicazione che produce una modifica nelle scelte che conducono alla partenza. Lo “spazio migratorio” ha subito una mutazione nei mezzi come aerei, trasmissioni televisive, forme di comunicazione digitali che orientano le decisioni che permettono di mantenere un rapporto stabile tra luoghi d’origine e di destinazione.

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