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La comunicazione è un fenomeno complesso e un elemento fondamentale della società, infatti, la cultura esiste perché gli esseri umani comunicano tra loro.
La comunicazione non esisterebbe senza il linguaggio, che è il massimo agente di socializzazione.
I codici comunicativi sono frutto di una convenzione sociale ovvero di un patto stipulato tra i membri di una comunità, quindi sono relativi al popolo e alla cultura.
La comunicazione è un processo di interazione sociale, infatti, si ha comunicazione quando qualcuno trasmette qualcosa a un altro.
L’emittente è la fonte della produzione del messaggio, colui da cui parte l’atto di comunicazione.
Il destinatario, o ricevente, è chi riceve e decodifica il messaggio.
Il codice è il sistema convenzionato di riferimento. Il messaggio è ciò che viene trasmesso e decodificato sulla base del codice di riferimento.
Il canale comunicativo, o medium, è il mezzo di comunicazione che consente la produzione e l’emissione del messaggio.

Il codice può essere verbale o non verbale. Un esempio di codice non verbale è il linguaggio del corpo, che esprime la sfera emotiva ed affettiva dell’individuo.
Chi emette un messaggio deve avere una certa credibilità entro un determinato pubblico e utilizzare la persuasione per far sì che il messaggio sia accolto favorevolmente.
Infatti, gli esperti di marketing ricorrono al meccanismo della distorsione cognitiva.
Un altro aspetto fondamentale è l’affiliazione: chi emette il messaggio ha una forte presa sul pubblico se viene percepito come uno di loro.
La pubblicità odierna non presenta il prodotto come strumento atto a soddisfare i bisogni concreti ed oggettivi, bensì come un oggetto il cui possesso è in grado di fornire gratificazioni a bisogni psicologici.
Negli ultimi decenni, le trasformazioni tecnologiche hanno prodotto un fenomeno socio-culturale di enorme portata: l’esplosione dei mezzi di comunicazione di massa, i quali condizionano occultamente o palesemente la nostra esistenza.
Nonostante i mass media agevolino l’interazione tra i membri delle varie classi sociali, il loro utilizzo può determinare molti effetti negativi. Essi massificano la cultura, comportando un progressivo appiattimento del potenziale creativo dei singoli individui.
I mass media possono anche essere utilizzati da parte di chi detiene il potere come mezzi di controllo sociale delle masse per spingere il pubblico verso determinati comportamenti, atteggiamenti o addormentare la coscienza sociale.
Inoltre i mass media alimentano un complesso sempre più crescente di bisogni artificiali.
L’esposizione prolungata alla TV può determinare rischi in quanto le molteplici informazioni vengono percepite a livello visivo e uditivo, senza essere interpretate logicamente e creativamente.
I bambini che vedono molta TV sono in media meno creativi poiché essa lascia meno spazio all’immaginazione attiva; hanno tempi di attenzione più ridotti e difficoltà di concentrazione poiché si abituano a ricevere senza sforzo una grande quantità di stimoli; sono inclini a riprodurre nella realtà le stesse scene che hanno visto in TV e ciò può condurre al rischio che diventino insensibili alla sofferenza altrui poiché abituati a vederla sullo schermo.
La comunicazione è una forma di interazione sociale attraverso cui due o più soggetti dotati di intenzionalità comunicativa condividono significati, ovvero le loro rappresentazioni mentali di oggetti, situazioni o sentimenti, attraverso un canale e un codice condiviso. Infatti, i significati presenti nella mente di ciascun individuo devono essere tradotti ed espressi attraverso un codice comune, verbale o non verbale, per essere condivisi.
Comunicare significa, letteralmente, “mettere in comune”, infatti la comunicazione è lo scambio di beni culturali e spirituali quali idee, opinioni, sentimenti e intenzioni.
Il linguaggio è la facoltà che l’uomo ha di comunicare, ovvero la sua capacità di esprimersi con un codice e trasmettere messaggi. Il linguaggio è una convenzione sociale, ovvero un patto implicito tra individui appartenenti alla stessa cultura. È, dunque, un esempio di istituzionalizzazione in quanto comportamento ripetuto nel tempo che diviene regola da rispettare.

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