Genius 5605 punti

Il Titanismo

Vittorio Alfieri fu un’importante personalità nella letteratura italiana perché è un intellettuale di rottura. È radicale e potrebbe essere definito preromantico, ma la sua nuova sensibilità romantica è disciplinata e ordinata dai canoni della tradizione classica. Questo tipo di scrittura esaudisce l’idea di teatro di Alfieri. Egli è romantico solo nel pensiero e nel tema, non nei mezzi. Secondo uno studioso il romanticismo è la “prima vera avanguardia” poiché cambia e rinnova anche la forma. Il titanismo è la prima categoria romantica della letteratura. I titani furono nella mitologia i giganti che sfidarono Giove. Il titanismo è uno sforzo sovrumano, una tensione verso il divino. La sua costante rivolta interiore, che non si fa pratica o politica, è un atteggiamento che segna il desiderio di ribellarsi, di non sottostare ad alcuna forma di potere. Esemplare sotto questo punto di vista è l’opera L’uomo in rivolta di Albert Camus. La forma più alta di titanismo è rappresentata dall’uomo che si rivolta contro Dio; ciò è segno di una rivolta contro il potere metafisico divino che è causa ultima del disagio e dell’infelicità dell’uomo. Questa corrente culturale e filosofica ha avuto grande fortuna nella letteratura e ha prodotto grandi romanzi come Lo straniero di Camus, ma ha anche influenzato il mito del Superuomo di Nietzsche. Il titanismo è, per definizione, destinato alla sconfitta. Ma l’importante non è la finalità ultima, quanto piuttosto lo slancio e lo sforzo che intercorre, sebbene esso sia velleitario e votato all’irrimediabile sconfitta. Nella letteratura inglese, si hanno con Milton i primi esempi di titanismo. Anche Schiller in Germania fu un precursore in questo ambito poiché nella sua opera I masnadieri, pubblicata intorno al 1870, si trova un primo eroe negativo, che compie il suo slancio titanico nel suo sostituirsi a Dio rubando ai ricchi per dare ai poveri; tuttavia la situazione sfugge di mano al protagonista che compie atti deplorevoli. Il titanismo diede vita a una nuova mitologia, ma la sua vera modernità è da cogliere nel Novecento. Altro fatto importante è il ruolo marginale della letteratura italiana rispetto all’Europa. In Italia la produzione è misera e provinciale. In Alfieri il titanismo si lega al suo carattere; è contro il nuovo utilitarismo borghese e fa del suo isolamento un motivo di esaltazione e affermazione del proprio io. Camus lo chiama “suicidio filosofico”: nella morte è velato l’atto più alto di rivolta, con cui l’eroe titanico si ribella a Dio. Si ritrova qualcosa di simile in Leopardi, che però si ribellò contro la natura e il senso dell’esistenza.

Registrati via email