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ROMANTICISMO EUROPEO

Ha origine negli ultimi anni del 1700 e perdura fino ai primi anni del 1900.
Di fatto, il Romanticismo non si può definire una vera e propria corrente, in quanto consiste in singole entità (scrittori, pensatori, artisti) che operano indipendentemente l'uno dall' altro.

IL RIFIUTO DELLA RAGIONE: Il Romanticismo, si oppone al pensiero Illuminista, esplorando l’irrazionale, prediligendo l’ombra, la notte, le tenebre, l’allucinazione e la follia alla luce ed alla ragione. Si pone una particolare attenzione ai sentimenti ed alla passione.

SOGGETTIVISMO: Dall’esplorazione dell’Io e dell’irrazionale, nasce un soggettivismo esasperato, cioè il rifiuto della realtà esterna, che si traduce in una tensione inesausta verso l’infinito, che genera insofferenza nei confronti di ogni limite e costrizione.

RELIGIOSITA’: Di contro all’ateismo o il deismo illuminista, il Romanticismo segna un ritorno alla spiritualità, che spesso volge ad indagare nella dimensione del sovrannaturale. Indagare il sovrannaturale però non significa sempre cercare Dio ma anche figure maligne, come quella di Satana: il male esercita fascino e da origine ad un filone del Romanticismo definito “nero”.

FUGA DAL PRESENTE: Una delle tendenze fondamentali del Romanticismo, è la fuga dalla realtà, attraverso il fenomeno dell’esotismo.
• Esotismo Spaziale: viaggiare nello spazio in luoghi lontani e sconosciuti, affascinanti proprio per la loro diversità, come l’Oriente, raffinato e crudele allo stesso tempo.
• Esotismo Temporale: Fuga dal presente, le mete sono:
o Medioevo per i Romantici
o Antica Grecia per i Neoclassicisti

RITORNO ALL’INFANZIA: Per i Romantici, l’infanzia, si tratta di un paradiso perduto, d’innocenza e gioia. Per infanzia si può intendere:
• Infanzia Individuale: cioè l’infanzia propriamente detta
• Infanzia Collettiva: si vagheggia un ritorno allo stato primitivo, il cui l’uomo è innocente e spontaneo
LA NAZIONE: Il Romanticismo sente con grande intensità il senso di Nazione, intesa non solo come territorio geografico ma anche come un’entità spirituale e culturale, formatasi attraverso secoli di vicende storiche, in contrapposizione al antistoricismo nazionalistico illuminista.

IL POPOLO: Il popolo diventa il soggetto dell’opera, perché considerato ingenuo, autentico e spirituale, quasi come un bambino. Ecco che nasce l’interesse per il patrimonio culturale di un popolo, quali tradizioni, leggende e canti popolari, soprattutto quelli foschi e macabri.


ROMANTICISMO ITALIANO

In Italia, il Romanticismo nasce con un articolo pubblicato da Madame Stael, in cui la scrittrice depreca la decadenza della letteratura italiana, troppo legata ai canoni classici. Da questa lettera, nasce un dibattito tra i Neoclassicisti ed i futuri Romantici.
I primi ribadiscono la perfezione eterna ed insuperabile dei classici greci e romani, degna di perenne ammirazione ed imitazione.
I secondi invece, affermano l’esigenza di un rinnovamento nella cultura, che non si rivolgesse più solo ad una ristretta cerchia di aristocratici ma ad un pubblico più vasto, cioè quello borghese.
Per fare ciò, si deve mettere da parte la mitologia e la letteratura greca, patrimonio di élite, a favore di argomenti più attuali e vicini alle esigenze quotidiane.
Tuttavia, a differenza dei romantici europei, quelli italiani, rifiutano, secondo una tradizione illuminista, l’irrazionale e l’eccessiva anarchia formale: la loro letteratura s’ispira al “Vero”, cioè alla realtà e deve avere un’utilità civile e morale, in modo da poter migliorare la società

= LETTERA SEMISERIA DI GRISOSTOMO AL SUO FIGLIOLO =
Può essere considerato il manifesto del Romanticismo italiano. L’autore, finge di scrivere al figlio, in modo da chiarire alcune tematiche della nuova letteratura romantica. Secondo Grisostomo, la poesia nasce dalla fantasia e dal sentimento, deve esprimere qualcosa di intimo e profondo.
Nell’opera, l’autore esprime il proprio dissenso verso:
• Cosmopolitismo: tipico della cultura illuminista, che trascurava la storia e la cultura dei popoli

• Classicismo: caratterizzato da tematiche troppo arretrate e poco attuali.
Nella lettera, Grisostomo, individua un nuovo pubblico, cioè i ceti medi.
Essi sono i soggetti ideali, in quanto la “plebe”(rappresentata dall’Ottentoto), è troppo ignorante ed occupata a sopravvivere per badare all’arte, mentre gli aristocratici (rappresentati dal Parigino) sono troppo abituati ad esaminarla per sorprendersi più.
Le classi medie invece, hanno ancora il “cuore”, la “fantasia” e lo spirito nazionale necessario per comprendere a pieno le opere romantiche

MANZONI
Con la conversione, nasce in Manzoni, un rinnovato interesse per il Medioevo cristiano: egli rifiuta la concezione eroica ed aristocratica della storia, che celebra i grandi uomini, i “vincitori”, in favore degli “sconfitti”, gli umili, cioè il popolo propriamente detto.
La lingua utilizzata è quella parlata dei lettori borghesi, per facilitare la comprensione.
“L’utile come scopo, il vero come soggetto e l’interessante come mezzo”.
Manzoni fissa i principi fondamentali del Romanticismo italiano:
• Utile come scopo: crede in una concezione educativa della letteratura, propria dell’Illuminismo
• Vero come soggetto: rifiuta contenuti e forme classicheggianti, considerati falsi ed artificiosi, poco vicini al bisogni attuali
• Interessante come mezzo: per catturare l’attenzione dei lettori, Manzoni ha bisogno argomenti attuali, che siano vicinini all’esperienza quotidiana e vivi della coscienza contemporanea

= IL CINQUE MAGGIO =
Si tratta di lirica patriottica. L’opera di divide in tre parti:

Il PREAMBOLO:
Manzoni racconta della morte di napoleone e descrive il suo atteggiamento di fronte all’evento. Il poeta, di fronte alla morte di un personaggio di tale importanza, parla del suo atteggiamento nei suoi confronti: egli si mostra contrario al comportamento di alcuni poeti, che durante la vita dell’uomo nella sua piena gloria, lo hanno elogiato per poi denigrarlo una volta sconfitto. Manzoni ha invece una reazione opposta: mentre durante la vita dell’uomo non si era pronunciato, alla sua morte non ha potuto fare a meno di riflettere sulla sua importanza e forza.
Nelle prime quattro strofe, emergono delle forti antitesi tra:
immobilità/rapidità: si contrappone l’immobilità della salma alla rapida successione di successo e fallimento del generale durante la sua vita. (
Gloria e grandezza/morte e distruzione: nonostante Manzoni celebri l’uomo, non può ignorare il dolore che causò in vita.

II PARTE:
Manzoni racconta delle imprese di Napoleone, che riuscì a conquistare un territorio molto vasto molto velocemente.Egli provò tutto: la gloria, la sconfitta, la rivincita e l’esilio. Napoleone è stato arbitro della storia, poiché si pone tra due secoli cruciali: quello della Rivoluzione e della Restaurazione.Ora in esilio e si lascia assalire dai ricordi (naufrago e onde) delle imprese passate.
E’ divisa in due parti: le imprese vittoriose, che hanno uno scenario immenso (dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, da Scilla al Tanai) e la sconfitta, il cui spazio è limitato ad una “breve sponda”
Passato/presente: si ripropone il contrasto tra la velocità delle scelte e degli spostamenti di Napoleone, uomo d’azione (fulmine-baleno) all’immobilità obbligata ed all’ozio sull’isola di Sant’Elena.

III PARTE:
Nella sua disperazione, la mano di Dio gli corre in aiuto.La fede è l’unica e vera vincitrice e si deve rallegrare di questa nuova vittoria, poiché mai prima d’ora un uome del calibro di Napoleone si era convertito al Cristianesimo.Così come Dio può togliere, Dio dona, e grazie ad esso, Napoleone riesce a ritrovare la pace.
I contrasti temporali-spaziali vengono superati con l’entrata in una nuova dimensione, quella eterna. Manzoni, ipotizza un eventuale conversione dell’uomo e celebra la Fede come unica e vera vincitrice. La sua gloria passata viene rappresentata tramite la metafora della luce e del rumore (lampo, raggio, fulmine), mentre la morte dall’immobilità, l’oscurità ed il silenzio.
Nella nuova dimensione, l’immobilità non è più sinonimo di sconfitta ma di pace e perdono divino.

IL TEMA DI FONDO
Si tratta di una meditazione sulle azioni dei grandi uomini.
Manzoni è pessimista a riguardo: cercare la grandezza significa provocare sofferenza e morte, ma la loro azione è svalutata quando questi si confrontano con l’eterno. Egli non nega l’eccezionalità di questi uomini, come dimostrato da alcuni personaggi dei Promessi Sposi (Innominato, Federigo, Cristoforo), ma crede che la loro superiorità debba essere legittimata ponendola al servizio dei più deboli e combattendo le ingiustizie

TRAGEDIA MANZONIANA
Manzoni afferma di non aver intenzione di inventare delle storie, ma solo voler esprimere i sentimenti che personaggi storici hanno provato durante le loro vicende nella vita reale, l’unica licenza poetica che si concede nei confronti della storia sono i pensieri dei personaggi.
Egli ripugna i canoni classici e le unità aristoteliche, su modello di Shakespeare, poiché rendono l’opera improbabile e poco originale.
Manzoni ritiene che la falsità nella tragedia possa avere effetti negativi anche sulla vita delle persone, in quanto esse sono spinte a imitare ed applicare nella vita tali falsi principi.

= ADELCHI =
Si tratta di una tragedia che ha luogo nel Regno Lombardo nel VIII secolo, ai tempi di Carlo Magno.
Tratta della vicenda di Ermengarda, moglie ripudiata da Carlo Magno, di Adelchi, duca lombardo che tenta di opporsi all’avanzata dei franchi e di Desiderio, avido di potere e conquiste che vuole vendicarsi di Carlo.
Ermengarda, che vorrebbe distaccarsi dalle passioni del mondo, si suicida per amore, Adelchi non riesce a realizzare le proprie imprese, perché vive in un mondo corrotto dominato dall’ingiustizia.
CORI
Nelle proprie tragedie, Manzoni, reintroduce il coro, tipico del teatro greco.
Il coro manzoniano, è lo “spettatore ideale”, attraverso esso, l’autore esprime il proprio punto di vista, per evitare di dare una propria opinione attraverso i personaggi, rendendoli non fedeli agli originali.

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