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Il pensiero filosofico e politico nel Settecento

La cultura europea di fine '600 e inizio '700 è influenzata da pensatori inglesi e francesi.
Un ruolo importante fu quello di John Locke che con i suoi due saggi getta le basi dell'empirismo e del deismo. Nel primo saggio egli sostiene che tutte le idee derivano dall'esperienza, da questo primato concesso all'esperienza si sviluppa il sensismo. Nel secondo saggio, invece, egli getta le basi di una concezione razionalistica della religione, cioè il deismo. Il cristianesimo si sarebbe affermato come portatore di verità naturali e tra verità naturali e della ragione ci sarebbe una sostanziale coincidenza.
Invece, in campo politico le idee più innovative provengono da Montesquieu, la cui opera più importante è lo Spirito delle leggi, dove vengono ripresi alcuni principi dei due trattati sul governo scritti da Locke.

Il napoletano Pietro Giannone nel Triregno contesta il carattere divino delle Sacre scritture.
L'esperienza di viaggi e del contatto con civiltà lontane da quella europea fanno conoscere all'occidente il diverso.
Per gli intellettuali più avanzati il contatto con questi mondi non poteva restare senza conseguenze. L'antropologia nasce proprio da qui, dalla necessità di rendere ragione di civiltà differenti.

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