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Il Neoclassicismo

La parola Neoclassicismo, che significa letteralmente nuovo classicismo, sta ad indicare un atteggiamento volto alla riscoperta del mondo antico, all’imitazione e all’esaltazione delle sue opere e delle sue idee.
L’epoca storica denominata Neoclassicismo si sviluppa in Europa tra la fine del diciottesimo secolo e l’inizio del diciannovesimo, in una sorta di rifiuto del Rococò e delle pastorellerie, che avevano caratterizzato tutto il secolo precedente, e di interesse invece per gli ideali del mondo antico, il mondo classico della Grecia e di Roma antica.
Diffusosi anche a causa delle grandi scoperte archeologiche di quel tempo, come quelle di Schliemann, che riscopre la mitica città di Troia, il suo scopo è quello di riportare alla ribalta, sia in campo letterario e artistico che politico e sociale, la parte sentimentale dell’uomo, trascurata invece dall’esaltazione illuminista della ragione.

La riscoperta del sentimento non è dunque solo dell’epoca romantica: già con il neoclassicismo si è convinti che nelle azioni dell’uomo il sentimento sia la molla, mentre la ragione sia la guida.
Si è quindi convinti che la sfera emotiva e quella razionale siano entrambe indispensabili: il sentimento non è sottomesso alla ragione, ma guidato. I due devono cioè procedere insieme in perfetto equilibrio.
La parola equilibrio, in particolare, diventa nel neoclassicismo importantissima: l’equilibrio per i neoclassici deve essere interiore, esteriore, culturale ed artistico.
Nelle arti, così come in letteratura, si assiste dunque ad un recupero del periodo classico, e alle sue idee di perfetta bellezza e armonia delle proporzioni.
In ambito politico questo è invece un periodo di grandi cambiamenti.
Personaggio di spicco di quest’epoca è sicuramente Napoleone Bonaparte, il quale viene visto da molti come un liberatore, che causerà poi anche grandi delusioni.
Le grandi delusioni portano così al mito dell’epoca di Pericle, della Res Publica e di Augusto.
Si giunge alla conclusione che gli antichi possedessero interiormente l’armonia, e questo perché equilibrata era la loro società. L’ideale sarebbe dunque ricrearla.
Anche la natura, fonte di equilibrio, diventa pertanto anche fonte di ispirazione: il bello è proporzionato, armonioso. Nasce il mito della bellezza rasserenatrice e dell’arte, che rende eterna la bellezza.

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