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Parini svolge la sua attività letteraria nella seconda metà del Settecento. Questo periodo è considerato "l'età delle rivoluzioni" ed è suddiviso in 3 fasi:
1) illuminazione delle menti (illuminismo)
2) riforma pacifica
3) rivoluzione violenta
L'Illuminismo coltiva la letteratura come mezzo di propaganda dei lumi della ragione, eliminando il sentimento.
Tuttavia, gli italiani evitano la pretesa assurda di ridurre l'uomo a uno schema razionale e di eliminare dalla vita la funzione del sentimento.

La riforma di Parini

Parini condusse una riforma di carattere morale e civile. Nessuna riforma pubblica è efficace se i singoli cittadini non sono capaci di vivere secondo i principi di una morale seria e attiva.
Lui voleva rendere i cittadini "saggi e buoni".
Condizione sociale del tempo: 2 classi
1) plebe (contadini sfruttati dai nobili)

2) Nobiltà (aristocrazia).
Parini si propone di riportare la nobiltà italiana a vivere secondo natura e secondo ragione, contrapponendosi alla situazione sociale dell'Italia (i nobili marcivano nell'ozio e nel vizio).
Nell'Ode "La salubrità dell'aria", Parini accenna ad un triste fenomeno generale nella società milanese: una stolta inerzia dei privati nei confronti delle leggi igieniche, favorisce il sudiciume personale e pubblico e le conseguenti epidemie.
Parini vede l'assoluta necessità di scuotere l'aristocrazia italiana, in modo tale che abbandoni i suoi pregiudizi e le sue forme di vita inutili, per dedicarsi ad attività socialmente utili e produttive.

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