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Età arcadico razionalista

1690-1748: nascita dell'accademia di Arcadia e pace di Aquisgrana, che pone fine alle guerre di successione, sono i 2 limiti di tempo dell'età arcadico razionalista(Bini), il periodo di passaggio dal Barocco all'illuminismo.
In campo artistico domina il fenomeno del Rococò: nasce con Luigi XV in Francia ed è un chiuso sistema aristocratico intento a conservare e precisare le proprie concezioni ( del 1600) contrariamente al movimento razionalista.
L'età arcadico razionalista pone fine all'egemonia culturale della Chiesa, riprendendo i concetti della rivoluzione scientifica e ponendo lo scibile al vaglio della ragione, da qui lo sviluppo dei concetti “de lumi”, infatti l'età arcadico razionalista anticipa l'Illuminismo('700)
E' un'età propedeutica all'illuminismo, poiché la ragione e l'indagine scientifica(metodo) criticano(analizzano, ragionano su) la condizione socio-politica e l'”anciem regim”(vecchie costituzioni, principalmente l'assolutismo)
I principali razionalisti sono gli intellettuali appartenenti al ceto borghese che stava gradualmente emergendo e che sarà alla base dell'organizzazione gerarchica sociale successiva. Essi si interrogano principalmente sui rapporti tra uomo e potere e tra intellettuale e potere. L'uomo diventa artefice del proprio essere.
Si sviluppa la “forma mentis”, cioè l'adattamento della realtà alla ragione, così l'intellettuale diventa un punto di riferimento poiché critica il reale e lo scibile.
Si riprendono i concetti di Cicerone e Polibio :
“Il potere si mantiene se condiviso”
Il concetto di razionalismo si diffonde e si dirama in:
R. critico
R. idilliaco, cioè un atteggiamento interno alla nobiltà che si interroga sull'intesa uomo-natura.
Il dispotismo illuminato raggiunge così il suo acne maggiore(Francia, Svezia, Inghilterra); i principali sovrani illuminati che instaurarono una politica collaborativa furono Giuseppe II, Leopoldo II e Cristina di Svezia, che contribuì molto alla nascita della Accademia di Arcadia.
Il termine Arcadia deriva da una antica regione della Grecia, dove si aveva una vita bucolica e a cui l'accademia ispira i sui principi.
L'Arcadia aveva l'intento di fissare il ruolo dell'intellettuale nella società e di capirne quello futuro ruolo, si parla infatti di autocoscienza critica dell'Arcadia o di autocoscienza arcadica.
L'Arcadia diventa il “centro intellettuale” dove si sono riuniti tutti gli intellettuali, anche di concezioni diverse come Gravina e Crescimbeni. Lo scontro che si ha fra i due, di idee razionaliste il primo e di Politica Pontificia il secondo, porta all'emersione del Crescimbeni e al ritorno della Chiesa in campo culturale, anche se di breve durata.
Altri importanti centri per gli intellettuali sono:
i “Caffè”
e i salotti borghesi
accompagnati dalla nascita dei primi giornali.

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