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Giuseppe Parini

Giuseppe Parini nasce nel 1722 e muore nel 1799. Parini critica la nobilità attraverso il suo capolavoro: “il giorno”. Scrisse anche un’altra importante opera: “il dialogo sopra la nobiltà”. In quest’opera ritroviamo un confronto fra un poeta e un nobile. Il nobile non accetta la sepoltura accanto ad un poeta, che secondo lui è un miserabile. Si ha così una critica alla politica elitaria e l’esaltazione dell’uguaglianza, valore fondamentale dell’Illuminismo.
Parini non vuole la fine dell’aristocrazia, ma vuole che si modernizzi. In fondo, anche Alfieri voleva che l’aristocrazia si riappropriasse del suo ruolo e non fosse schiava del potere. A differenza di Alfieri, in Parini la responsabilità è di tutta la politica. A differenza di altri esponenti dell’Illuminismo, i quali pensavano che il commercio si potesse migliorare con le industrie (Montesque, Voltaire), Parini ha una visione più conservativa, che esaltava la fisiocrazia, cioè la produzione di ricchezza attraverso il governo della natura.

Parini è anche lui un autore dell'Illuminismo, ma lo ascriviamo anche al Neoclassicismo. Parini difenderà l'importanza della cura dello stile nella poesia. La poesia deve contenere un messaggio morale, un messaggio di rinnovamento civile (e in questo non si discosta dall'Illuminismo); al tempo stesso, tuttavia, la sua attenzione verso le parole e lo stile si traduce nell'estetica, poichè la poesia dev'essere bella, seducente. Questo criterio è un'eredità del Neoclassicismo, mentre nell'Illuminismo abbiamo visto che c'era un'ostilità nei confronti della tradizione, poichè prevaleva la voglia di cambiamento, di rivoluzione.
Parini si dissocia dagli altri autori illuministi (prevalentemente atei, o vicini al deismo) per la sua formazione di carattere religiosi; egli, infatti, è seguace della religione cattolica.
A renderlo vicino all'Illuminismo è, invece, il contenuto delle sue opere. Lavorò presso due importanti famiglie, quella dei Serbelloni e quella del Conte Imbonati. Queste due esperienze si riflessero nella sua produzione poetica, in particolare in uno dei suoi poemi più noti, "il giorno". La posizione moderata di Parini fa sì che il rapporto nei confronti dell'aristocrazia non fosse un rapporto negativo, di totale ostilità. Nel "dialogo sopra la nobiltà", Parini sottolinea l'aspetto dell'uguaglianza, che fu uno dei valori più importanti dell'Illuminismo, valore su cui si basa il rispetto per l'altro. Parini vedeva che coloro che appartenevano alle classi inferiori (persone come lui) venivano maltrattati; questo comportamento non era condiviso da Parini. Riteneva esecrabile questa prerogativa di superiorità manifestata dai membri di elevata estrazione sociale, che si traduceva in libero arbitrio e prepotenza. Nel "dialogo sopra la nobiltà" Parini sottolinea proprio questo aspetto: la storia è quella di un poeta e di un nobile, che erano sepolti insieme; il nobile non accettava che accanto a lui fosse sepolto un poeta.
Un'altra opera di Parini sono le Odi. Le Odi sono dei lunghi componimenti poetici di tradizione classica. Parini si serve di questa struttura aristocratica per diffonder eun messaggio di carattere civile. "l'educazione", "la salubrità dell'aria", "l'innesto del vaiolo": già dai titoli, capiamo che l'obiettivo di Parini era quello di sensibilizzare la gente ai temi più Pimportanti del tempo.
arini non disdegna l'importanza della scienza, ma non ha una visione globale: vuole creare un connubbio tra scienza e tradizione classica. Parini riprende il metodo oraziano dell'"utile dulci", cioè mettere insieme l'utilità e la dolcezza, laddove utilità, per Parini, vuol dire messaggio civile. I classici dunque non vengono rinnegati da Parini, ma diventano modelli di stile.
Cesare Beccaria, nella sua opera “dei delitti e delle pene”, diceva che gli uomini devono chiedersi quanta violenza sia frutto dell’emarginazione, della povertà, quanto fosse responsabile, quindi, la società civile.
Tra il 1758 e il 1779, nelle Odi e ne “il giorno”, i temi delle opere di Parini cominciano a cambiare. In questi anni avvenne la rivoluzione francese, evento non condiviso da Parini che era un tradizionalista e non voleva gli spargimenti di sangue. Ecco perché si ebbe questo cambiamento: egli non era più incisivo nei temi delle sue opere. Si ritorna quindi al Neoclassicismo, il rifugiarsi in un mondo classico in cui ritornano i valori della poesia.
Le strofe sono strutturate in terzine, quartine e ottave e hanno un ritmo incalzante.
Mentre in Alfieri la ragione non vince, in Parini sì: è la ragione che deve governare i sentimenti.

Il Giorno

Nel “giorno”, Parini vuole dare una serie di regole importanti, ma non lo fa attraverso un elenco, ma attraverso la parodia. Per Parini, il perdigiorno era l’aristocratico, che viveva nel lusso e nel divertimento. Chi invece ha la dignità di uomo è il contadino, che si alza presto ogni mattina per lavorare e dimostrano di essere produttivi.
Quest’opera era indirizzata all’aristocrazia, che veniva quindi criticata. Il giovin signore viene paragonato ad un eroe, che deve alzarsi dal suo letto e compiere azioni mitiche. Una delle funzioni del giovin signore era quella di accompagnare la dama nelle sue imprese, come quella di andare a far visita ad un’amica. Si ha quindi il contrasto: banali quotidianità che vengono paragonate ad azioni eroiche; queste parodia ha un effetto comico, un effetto che deve servire a far cambiare il comportamento.
L’opera è piena di antifrasi, cioè di contraddizioni: contraddizioni tra le banalità e il comportamento eroico.
Mentre nel mattino e nel mezzogiorno la critica e l’ironia sono più forti, nel vespro e nella notte troviamo una delusione del tempo storico (rivoluzione francese) e una resistenza al cambiamento dell’aristocrazia; prevale, quindi, un senso di distacco da parte del poeta. Prevale anche, nella seconda parte, l’aspetto del neoclassico, in cui la forma prevale sul contenuto.

Parini non era un trasgressivo o un rivoluzionario, non apparteneva all'aria estrema dell'Illuminismo. Il fatto che fosse moderato, derivava anche dalla sua visione religiosa, perchè era contro l'eccesso. Secondo Parini, la religione era una linea guida, un collante della società, che serviva a mantenerla unita.

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