Giuseppe Parini

Nacque 23 maggio 1729 a Bosisio (in provincia di Como) sul lago Pusiano, da Francesco Maria, modesto mercante di seta, e da Angiola Maria Caspani, sorella del curato del paese. Nel Comasco da secoli si era affermata l'industria della seta.
I genitori di Parini non avevano grandi possibilità economiche e non potevano mantenere il figlio agli studi, per questo motivo fu affidato all'età di dieci anni, ad una prozia che abitava a Milano, Anna Maria Lattuada, che gli diede la possibilità di studiare e alla sua morte, nel 1741 gli lasciò in eredità beni immobili che gli garantivano una modesta rendita annua, a patto che si fosse fatto prete. Lui accettò pur senza vocazione, perché era povero e la carriera ecclesiastica gli avrebbe garantito una certa stabilità, per questo nel 1754 diventa sacerdote.
Nel frattempo, però; scopre la sua vocazione per la poesia e nel 1752 pubblica "Alcune poesie di Ripano Eupilino", grazie a questa acquisisce una certa fama che gli diede la possibilità di entrare nel 1753 nell'Accademia dei Trasformati (era uno dei centri più importanti della cultura del tempo – Illuminismo - a cui partecipava la nobiltà più aperta alle nuove idee. Si riuniva in casa del Conte Giuseppe Imbonati).

Nel 1754 entra al servizio del duchi Serbelloni come precettore dei figli dove resta per 9 anni. Qui ha modo di conoscere l'ambiente aristocratico. Dopo 9 anni di servizio fu licenziato a causa di alcuni contrasti con la duchessa.
Nel 1764 viene assunto presso la famiglia Imbonati, come precettore del figlio Carlo. Qui ha modo di conoscere meglio l'aristocrazia e assistere ai riti mondani della vita aristocratica ed entra in contatto con le idee dell'Illuminismo europeo.
Nel decennio fra il 1757-1767 Parini compone opere ispirate alle nuove idee: Le Odi e le prime due parti del poema che poi resterà incompiuto "Il Mattino" e "Il Mezzogiorno" che gli diedero grande successo, grazie al quale attira l'attenzione del governo austriaco che, nel 1768, gli affida l'incarico di dirigere "La Gazzetta di Milano", nel 1773 fu nominato professore di eloquenza e belle arti presso le scuole Palatine di Milano e l'Accademia di Belle Arti di Brera. Fu poeta del Regio Teatro Ducale con il compito di curare e comporre opere teatrali.
Nel 1796, quando i Francesi di Napoleone entrano a Milano, Parini entrò a far parte della Municipalità per 3 mesi.
Muore il 15 agosto 1799 nella sua abitazione di Brera. Nel testamento chiese funerali semplici ed umili e così fu.

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