La libertà dalle Rime di Pietro Metastasio


Il motivo della lirica è l’indagine che il poeta rivolge, con acume psicologico, raziocinio e lucidità mentale (secondo i dettami dell’Arcadia), ma non senza trasporto, al proprio stato d’animo.
Nel ritornello, si esalta la libertà dai lacci d’amore, quindi non quella politica, benché si racconti che questi versi furono cantati anche nel corso dei moti risorgimentali.
Riassunto della lirica: Il poeta si rivolge a Nice, la donna che ha amato a lungo, ma per la quale adesso non prova più i sentimenti di una volta. Compiaciuto di essersi liberato dai lacci di quell’amore non ricambiato e quindi infelice, egli può guardare con serenità nel proprio animo. In effetti, Nice adesso egli è del tutto indifferente: nei suoi confronti, il poeta non prova più lo sdegno tipico dell’innamorato deluso; è in grado di ripensare, senza adirarsi, ai torti subiti da lei; gli atteggiamenti della donna, sprezzanti o affabili, non provocano in lui le reazioni di un tempo; i luoghi non hanno più bisogno della presenza di Nice per apparire belli. Il fascino della donna non è mutato, ma non è più al di sopra di ogni confronto come quando un suo difetto “parea beltà” agli occhi di lui. La conclusione è consolatoria: il poeta lascia una donna incostante, lei perde un cuore sincero.
Per la metrica, la canzonetta è formata da strofe di due quartine di settenari in rima secondo lo schema ABBC, ADDC.
L’espressione poetica è, nel solco dell’Arcadia, semplice, chiara, nitida, forse ai limiti del lezioso. È da evidenziare anche una musicalità cantabile.
L’espressione “Quando lo stral spezzai” significa letteralmente “quando ho spezzato lo strale d’amore”, cioè quando il poeta si è liberato dalla passione per Nice.
Nella similitudine dei vv. 65-68 (“Nel visco… in libertà”) il poeta si paragona ad un uccello che, imprigionato nel vischio,è disposto a lasciare qualche penna nella pania, pur di riacquistare la libertà: anche lui, prima di liberarsi dai lacci dell’amore, ha dovuto soffrire, ma adesso è contento di averlo fatto.
Questi versi (vv.78-80 “Nice … che passò”) vogliono significare che il poeta allude a Nice non perché provi ancora amore per lei, ma solo perché ognuno ricorda i pericoli corsi durante la vita.
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