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SAGGIO SULLA LOCANDIERA DEL GOLDONI

La Locandiera è una delle opere teatrali più belle e famose di Goldoni. L’autore stesso, nella prefazione,definisce questa commedia come “la più morale,la più utile e la più istruttiva” tra quelle da lui composte.
L’intera commedia è incentrata sul personaggio di Mirandolina,intorno al quale ruotano le storie degli altri personaggi,il conte d’Albafiorita,il marchese di Forlipopoli,il cavaliere di Ripafratta ed il cameriere della locanda Fabrizio.
Il marchese di Forlipopoli è un aristocratico decaduto a cui non rimane altro che il prestigio del titolo nobiliare,mentre il conte di Albafiorita è un mercante che,diventato ricco,è entrato a far parte della nuova nobiltà.
Questi due personaggi rappresentano gli estremi dell’alta società veneziana del tempo ed entrambi sono presuntuosi ed esibizionisti.
Il cavaliere di Ripafratta,invece,è un aristocratico misogino che disprezza le donne;questo odio nei confronti del sesso femminile gli darà,però,fatale perché si trasformerà in un amore appassionato per Mirandolina. Avendo sempre rifiutato di amare le donne,non ne conosce le armi di seduzione e non ha,quindi,possibilità di difendersi dalla malizia della locandiera.
I temi centrale di questa commedia sono le differenze sociali,messe in evidenza dalla contrapposizione tra nobiltà e borghesia,e dei sessi,sottolineate dal contrasto tra la malizia femminile di Mirandolina e la misoginia del cavaliere di Ripafratta.
L’aristocrazia del tempo è rappresentata nelle varie forme che poteva assumere nella società del XVIII secolo,cioè sia dalla nobiltà di antica stirpe ma ormai decaduta e priva di mezzi economici (il marchese di Forlipopoli) che dai ricchi borghesi che,da poco nobilitati, sono guardati con disprezzo dai “veri” aristocratici.
Nel complesso,comunque,essi rappresentano i parassiti della società che non contribuiscono al suo sviluppo e pretendono solo privilegi. A questa nobiltà,prepotente, oziosa e parassitaria,si contrappone la nuova borghesia rappresentata dalla figura di Mirandolina.
La protagonista incarna i caratteri tipici della borghesia,dinamismo,concretezza,senso degli affari e della famiglia,in quanto decide di sposare il cameriere per rispettare la promessa fatta a suo padre prima di morire.
Le differenze dei sessi emergono dalla contrapposizione tra la malizia di Mirandolina e l’avversione per le donne del cavaliere di Ripafratta. La civetteria e la furbizia della locan-diera riescono,facilmente ed in breve tempo,ad avere il sopravvento sulla misogenia del nobile. Egli si riteneva immune al fascino femminile,ma,alla fine,soccombe ed è costretto ad arrendersi all’amore per la giovane donna.
Il Goldoni,nonostante la denuncia della pericolosità della malizia femminile,mostra una certa simpatia per Mirandolina in quanto ella riesce a punire il comportamento superbo e presuntuoso del cavaliere.

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