Carlo Goldoni: la vita e le opere


Carlo Goldoni nasce a Venezia nel 1707 da Giulio e Margherita Salvioni. Dopo avere frequentato le scuole dei Gesuiti e dei Domenicani, Goldoni viene avviato all’avvocatura nello studio di uno zio ed entra al collegio Ghislieri di Pavia per seguire il corso di giurisprudenza. Nel 1725, dopo essere stato espulso dall’istituto per avere scritto una satira contro le donne pavesi, si trasferisce a Chioggia e inizia a scrivere per il teatro. Si laurea intanto in legge a Padova e, dopo aver soggiornato in diverse città italiane, torna a Venezia, dove nel 1734 viene rappresentata la tragicommedia Belisario. L’anno seguente si unisce in matrimonio con Nicoletta Connio. Dal 1737 al 1742 Goldoni dirige il teatro San Giovanni Crisostomo di Venezia e nel carnevale del 1738-1739 debutta con successo il Momolo cortesan. A partire dal 1741 e fino al 1743, lo scrittore è console della Repubblica genovese a Venezia. Per qualche tempo si trasferisce a Genova e a Pisa ed entrata in contatto con ambienti illuministi. Nel 1748 Goldoni ritorna a Venezia e comincia la collaborazione con la compagnia di Girolamo Medebach, direttore del teatro S. Angelo. Di questo anno è La vedova scaltra e dell’anno seguente La putta onorata e La buona moglie. Nel 1750 sulla scia della polemica con l’abate Pietro Chiari, avversario della riforma goldoniana, promette al pubblico sedici commedie nuove che puntualmente porta sulla scena nella stagione successiva ( tra le principali si ricordano Il teatro comico, Pamela, Bottega del caffè, Bugiardo). Nel 1753 notevole successo riscuote La locandiera. Nello stesso anno Goldoni lascia Medebach e passa al teatro San Luca di proprietà del nobile Vendramin: continuano intanto gli attacchi polemici da parte di Carlo Gozzi e di Pietro Chiari. Nel 1756 va in scena il Campiello e nel 1760 si recitano i Rusteghi, il Curioso accidente, la Casa nova e le Baruffe chiozzotte. Il commediografo, stanco delle pesanti critiche subite, si accomiata dal suo pubblico con Una delle ultime sere di carnovale e nel 1762 parte per Parigi accettando l’invito della Comédie Italienne. In Francia insegna italiano alle figlie di Luigi XV, da cui ottiene una pensione, e continua a lavorare per il teatro. Scrive in francese la commedia di successo Le bourru bienfaisant, e la sua vivace autobiografia, i Mémoires. Muore in povertà a Parigi nel 1793.
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