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Goldoni, Carlo - La riforma del teatro

Carlo Goldoni (1707-1793) fu un drammaturgo e grazie al suo contributo artistico la rappresentazione teatrale prese una nuova forma.
Egli incarnò la nuova figura di intellettuale, in quanto non apparteneva a un ceto privilegiato e non si mise mai a servizio di un signore com'era abitudine fare, ma scrivendo si assicurava il guadagno, e i suoi scritti erano destinati a un pubblico più vasto, non solo ad una élite letteraria.

Fasi del teatro goldiano

1) Le prime rappresentazioni si svolsero al Teatro S.Angelo (dove vengono ancora conservate le maschere) e gran parte delle messe in scena si basavano sull'improvvisazione, eredità della commedia dell'arte. La novità sta nella scrittura della sola parte del protagonista. (Momolo cortesan)

2) La seconda fase, quella delle rappresentazioni al Teatro S.Luca, fu di disorientamento e difficoltà, in quanto molti attori non erano in grado di rimanere al passo con le novità, così come il pubblico che si presentò più volubile del previsto.

Dunque, Goldoni, proprio per venire incontro al pubblico scrisse le "commedie esotiche", che presentavano personaggi anomali, come donne vendicative e uomini misantropi.

3) A seguito del suo viaggio a Roma, Goldoni formulò testi più maturi dal punto di vista delle tematiche: cominciò, infatti, a parlare del tipico borghese veneziano, il "rustego", che incarnava una classe sociale gretta, egoista, superba e avara. Questa figura si ritrova ne "I rusteghi" e "La trilogia della villeggiatura"

4) Nel 1772 Goldoni fa un ulteriore passo avanti con la "commedia corale", per esempio "Baruffe chiozzate", dove il protagonista è il popolo che partecipa direttamente alla messa in scena e viene rappresentato in modo idealizzato.

A grandi linee dunque, le tappe fondamentali sono:
- scrittura della parte del protagonista (Momolo cortesan)
- scrittura dell'intera commedia (Le donne di garbo)
- eliminazione delle maschere (Pamela nubile)
- abolizione dei servi (La locandiera, I rusteghi)

Evoluzione del contenuto

* Nelle prime commedie, come per esempio nel "Bugiardo", riduce al minimo tutte le note individuali e raccoglie tutte le caratteristiche del bugiardo in un unico personaggio.

* Nasce la "tipizzazione concreta", ovvero un personaggio simbolo di un certo carattere (per esempio, nei "Rusteghi" quattro personaggi rappresentano in realtà quattro diverse sfaccettature di un unico personaggio.

* Infine, come già detto prima, il protagonista diviene il popolo, dove il gioco comico dipende dalla partecipazione corale.

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