Questo appunto contiene un allegato
Goldoni, Carlo - Riassunto scaricato 0 volte

La vita (1707-1793)


Di famiglia borghese, possiede un forte senso della socialità. Instaura una polemica garbata ma pungente contro la superbia dei nobili e la loro vita oziosa e parassitaria. Grazie a Giuseppe Imer ottiene l’incarico di scrivere testi per il teatro di S.Samuele. In questo periodo è solo una produzione scarsamente originale, ma conoscendo la compagnia Medebac fu da questi convinto ad impiegarsi come “poeta di teatro” a tempo pieno e con un contratto stabile. Goldoni diventa uno dei primi poeti di teatro che vive dei suoi scritti, non scrive quindi solo per i letterati, ma per un mercato, vende la sua merce e deve venderla bene.
Goldoni quindi lavorò al teatro S.Angelo, dove propose con tenacia la sua riforma teatrale. Entrò in concorrenza con Pietro Chiari: scrittore spregiudicato che scriveva di tutto pur di piacere al pubblico. Alla fine si scontrò con i medebac per questioni economiche.
Passò quindi al teatro S.Luca sotto Vendramin, per vincere la concorrenza tentò vie diverse dalla commedia realistica, sperimentando tematiche esotiche e avventurose. Tuttavia alla commedia realistica si infittivano le polemiche come quella di Carlo Gozzi, conservatore della commedia dell’Arte che trovò largo consenso fra il pubblico.
Amareggiato, accetterà l’invito di recarsi a Parigi per la Comèdie Italienne, ma qui trovò in piena voga gli scenari improvvisati della commedia dell’Arte, ed il pubblico parigino mostrò freddezza sulle novità di Goldoni. Alla fine fu assunto come maestro di italiano delle principesse reali con una modesta pensione. Morirà il giorno stesso in cui l’Assemblea dopo avergli revocato la pensione a causa della rivoluzione, gli venne restituita.

Goldoni - illuminismo


Esaltazione della filosofia pratica, del buon senso, della ragione. Goldoni possiede un fortissimo senso della socialità, dei rapporti che legano l’uomo con gli altri. Tutto ciò che può compromettere il legame come l’ipocrisia e la menzogna sono respinti in quanto dannosi e riprovevoli.
Goldoni possiede i tipici valori della società borghese e mercantile: cittadino leale, onesto, attivo, ispirato dagli ideali della ragione.
Goldoni afferma un nuovo tipo di eroe: l’uomo onesto che si realizza nella sua sfera produttiva e sollecito al bene della famiglia e al progresso della sua città.
Tuttavia Goldoni non è un sovvertitore dei costumi: come sempre auspica l’instaurarsi di un ragionevole equilibrio di esigenze dell’individuo e della famiglia, così come auspicava una collaborazione tra i nobili e la borghesia.
La riforma della commedia
Critica la commedia dell’Arte: improvvisazione degli attori sulla base di un sommario canovaccio, con maschere tradizionali, personaggi piatti e stereotipati, volgarità buffonesca e ripetitività.
Il bisogno di riforma nasce dalla cultura arcadica e razionalistica in cui Goldoni era impregnato. Essa ripugnava la stravaganza barocca e aspirava alla semplicità, all'ordine e al buon gusto.
Il razionalismo arcadico era puramente letterario e chiuso nelle accademie. Goldoni fece in modo tale che potesse incidere soprattutto nello spettacolo. Nella sua riforma, Goldoni afferma che si ispira ai due libri che sono “il mondo” e “il teatro”, cioè la realtà vissuta e lo spettacolo. Goldoni vuole produrre testi che piacciano al pubblico, che possa vivere sulle scene, verosimile, che riflette la società contemporanea.
La commedia verosimile presenta caratteri inconfondibili in tutta la loro complessità e mutevolezza delle loro sfumature psicologiche, in scene naturali e ambienti realistici. La commedia realistica mette così in scena problemi della vita e di costume contemporaneo, prendendo spunto dalla vita passata a Venezia di Goldoni. La borghesia si compiace di vedere la propria psicologia e i propri principi sul palcoscenico.
Le commedie di Goldoni sono divise in
Commedie di carattere → che delineano la psicologia di un personaggio
Commedie di ambiente → che descrive un settore della vita sociale.
La locandiera per esempio è una commedia di carattere, dato il rilievo che assume Mirandolina.
Le fasi della commedia goldoniana

Prima fase


Il mercante come figura positiva: schietto, puntuale, rispetto degli impegni, buon senso, accortezza, moralista, senso familiare, laborioso, economista, buona reputazione, onorabile.
Riflette essenzialmente la società veneziana.
Ritiene che i nobili debbano alla vita economica del proprio paese, è in linea con la mentalità del tempo.
La commedia della prima fase mantiene ancora aspetti della commedia dell’Arte, cala i contenuti realistici in intrecci tradizionali. Dramma borghese dove corregge i vizi della società attraverso una moderata comicità

Seconda fase


Passaggio al teatro S.Luca.
Alla figura del mercante, Goldoni sostituisce personaggi maniaci, ritratti con un impegno satirico duro e sarcastico. In questi personaggi misantropi sembrano proiettarsi le sofferenze di Goldoni stesso.

Terza fase


Goldoni torna con occhio mutato sulla borghesia veneziana. La grave crisi di questo ceto, che si proteggerà dietro una politica protezionista, costringe a ripiegarsi nel più tranquillo investimento terriero.
Così al dinamismo succede l’inerzia, quelli che erano le virtù dei borghesi diventano vizi, il senso dell’economia diventa avarizia.
A Goldoni viene meno la base sociale del suo ottimismo, ora guarda con occhio critico e più severo la borghesia. Un passaggio dalla utopia alla realtà, una presa d’atto tra l’ideale di mercante e la borghesia reale.

Registrati via email