walla89 di walla89
Ominide 50 punti

GIUSEPPE PARINI

Nasce nel 1729 a Bosisio in provincia di Como, da un modesto mercante di seta.
A 10 anni si trasferisce a Milano e inizia a leggere per conto suo i classici italiani e scopre la sua vocazione poetica : nel 1752 pubblica Alcune poesie di Ripano Pupilino. Grazie a questo volumetto è ammesso all’Accademia dei trasformati.
Nel 1754 diventa sacerdote ed entra a servizio presso i duchi Serbelloni come precettore dei figli; nel 1764 viene assunto,sempre come precettore, dalla famiglia Imbonati.
Sono gli anni in cui nella cultura milanese si va affermando il pensiero illuminista.
Nel decennio 1757-1766 Parini compone le sue opere più direttamente ispirate al pensiero illuministico: le Odi civili, il Mattino e il mezzogiorno, le prime due parti del poema incompiuto Il Giorno che è il suo capolavoro.
Prete per necessità più che per vocazione , nemico dei dogmatismi e delle superstizioni.
Dell’illuminismo accetta il principio fondamentale dell’uguale dignità di tutti gli uomini,basato sulla ragione e sulla legge di natura : nel Dialogo sopra la nobiltà immagina che un nobile e un poeta di origine plebea,dopo la morte,si incontrino sotto terra e discutano animatamente di questo tema.
Le punte estreme del pensiero illuministico che Parini non può condividere sono da un lato le tesi materialistiche e antireligiose,dall’altro le critiche radicali all’ordinamento sociale.
La posizione di Parini nei confronti del ceto nobile non è quello di abbattere la nobiltà come classe ma di togliere i suoi vizi per farla ritornare economicamente attiva e socialmente utile.
Negli stessi anni Parini chiarisce le proprie idee sulla letteratura. Difende l’uso del dialetto milanese nella poesia e sostiene che la lingua toscana dei classici non va limitata passivamente ma può essere arricchita con parole e forme nuove.
Grazie alla fama ottenuta col Mattino e con Mezzogiorno attira l’attenzione del governo austriaco ed è inserito nell’amministrazione pubblica: dirige la gazzetta di Milano; è nominato professore dei eloquenza alle Scuole Palatine e all’accademia di belle Arti.
Parini non è pienamente soddisfatto: desidera una considerazione maggiore,incarichi più rimunerativi e prestigiosi. Per 14 anni non scrive più componimenti poetici importanti.
Gli effetti della rivoluzione francese e la salita al trono austriaco di Leopoldo II segna la definitiva conclusione della politica illuminista.
Parini continua a lavorare al suo poema senza riuscire a concluderlo e nelle Odi di quegli anni accantona le tematiche politiche e sociali per darsi a una poesia più personale.
All’immagine ottimistica del cantore delle riforme subentra quella del poeta incorruttibile e solitario,ultimo difensore dei valori etici travolti dalla storia.
Nel 1799 Parini muore circondato dalla riverenza dei concittadini.

LE ODI ILLUMINISTICHE
Le Odi di Parini sono 25 componimenti poetici di metri diversi,scritti in diversi momenti della vita del poeta.
Un primo gruppo affronta temi politici e civili,sulla base delle idee illuministiche.
Nella Vita rustica viene narrata la tradizionale contrapposizione tra la semplicità della vita dei campi e la corruzione della città.
La salubrità dell’aria riprende il tema della contrapposizione tra città e campagna,denunciando l’atmosfera malsana che incombe su Milano.
Le educazioni, esaltazione di un modello pedagogico basato sull’equilibrio tra ragione e passione.
L’innesto del vaiolo,sulla necessità di divulgare l’uso della vaccinazione.
Il bisogno,in cui si indica nella miseria la causa primaria della criminalità e si condanna l’uso della tortura.

IL GIORNO
In questo clima ideologico matura il progetto del poema Il Giorno, di cui Parini pubblica le prime due parti,Il Mattino e Il Mezzogiorno, alle quali avrebbe dovuto seguirne una terza intitolata La Sera. Quest’ultima non fu terminata e si sdoppiò negli anni successivi in due –Il Vespro e la Notte- alle quali parini lavorò fino al 1795,senza riuscire a portarle a termine e a pubblicarle,mentre continuava a rielaborare e a correggere le prime due parti. Si possono distinguere due parti del Giorno:
-del mattino e del mezzogiorno;

-il Vespro e la Notte.

Il primo Giorno si presenta come un poema didattico e si tratta di una celebrazione ironica.
Qui emerge la riprovazione di Petrarca per gli ingiusti privilegi del ceto nobiliare e della sua inutilità sociale.
Ci sono però rari momenti in cui Parini esprime direttamente il suo sdegno morale.
Altri temi del pensiero illuminista, come la critica della ragione,l’esaltazione del commercio e della scienza,sono presentati invece come una moda adatta alle conversazioni degli aristocratici.
Nella società dipinta dal Giorno la borghesia non esiste ma viene valorizzato quel mondo contadino idealizzato,modello di operosità,sobrietà e naturalezza.
Parini a volte sospende il racconto per descrivere gli oggetti e gli ambienti della vita aristocratica,e si potrebbe pensare che parini vede tutto ciò solo come spettatore e si sente un po escluso.
Resta il fatto che la figura retorica dominante nel Giorno è l’ironia.
Un'altra caratteristica del Giorno è l’andamento lentissimo del tempo della narrazione:le minuziose descrizioni interrompono continuamente il filo della narrazione.
È probabile che l’incompiutezza del Giorno sia legata alla difficoltà da parte di Parini di far convivere la grande varietà dei spunti tematici e di moduli stilistici che erano nelle sue intenzioni.
La differenza più grande rispetto alla prima redazione del Mattino e del mezzogiorno è legata all’inasprirsi della situazione politica. Emerge l’immagine di un’umanità in disfacimento, e di un poeta che sente di non avere più un pubblico da correggere e da guarire, né concrete prospettive da proporgli.

LE ODI NEOCLASSICHE
Anche le Odi composte da Parini negli anni in cui lavora alla revisione del Giorno risentono dei cambiamenti della situazione politica.
L’immagine che il poeta da di se stesso è profondamente diversa: un artista vecchio e malato che affronta con coraggioso orgoglio una condizione di povertà e di isolamento.
Parini passa ad un ideale di vita fatto di misurata saggezza,di sereno godimento degli affetti piu autentici,di assidua ricerca della verità e della bellezza.
Questa esaltazione del valore supremo della poesia come espressione di armonia interiore va di pari passo con un’esplicita adesione ai moduli stilistici del neoclassicismo.
Il valore della sua opera è nella capacità di accostare la serietà e l’ironia, ciò che è bello da ciò che è utile.

Registrati via email