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La Vita

Vittorio Alfieri compose "La vita" a Parigi, nel 1790. Venne scritta in pochi mesi con l’intento di proseguirla dopo 60 anni, ma nel 1798, a Firenze, tornò a lavorarci fino al maggio 1803, ovvero pochi mesi prima della sua morte.
"La vita" rientra nel gusto dell’autobiografia, spinto dal desiderio di fornire un ritratto veritiero di sé, duraturo nel tempo.
"La vita" è scandita da quattro epoche: Puerizia, Adolescenza, Giovinezza e Virilità.
Vengono quindi descritte le fasi della vita di Alfieri e, grazie a quest’opera, è possibile capire le fasi che lo hanno spinto a comporre e in che modo lo fa.

Giovinezza: vengono raccontate le numerose avventure sentimentali e i viaggi in Europa compiuti dal poeta.
Ne "La vita" sono presenti anche pagine in cui Alfieri manifesta il bisogno di conoscere se stesso, di fare luce sulla propria personalità più intima e vera.

"La vita" ha un aspetto in comune con "Le memorie" di Carlo Goldoni, che volle individuare il proprio percorso esistenziale e lasciare ai posteri segni di una vocazione al teatro. Solo in questo aspetto Goldoni è simile ad Alfieri, poiché per il resto "Le memorie" hanno un andamento meno intimista e più cronachistico.
"La vita" è scritta in italiano, a differenza di Goldoni, che optò per il francese.

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