Video hot diffusi per vendetta su WhatsApp

video hot fanno il giro della città di Monopoli tramite whatsapp

Sono stati sequestrati dalla polizia alcuni filmati hot di studentesse minorenni, che nei giorni scorsi hanno fatto il giro della città di Monopoli grazie a WhatsApp. I video sono passati di cellulare in cellulare fino ad arrivare agli stessi genitori di una delle ragazze coinvolte, e hanno sporto denuncia. Sembra che la vicenda sia partita dalla vendetta dell'ex fidanzato tradito della più giovane delle studentesse e mostra la potenza del passaparola per mezzo di Whatsapp, protagonista ultimamente di altri casi di diffusione di materiale hot. Dalla prossima settimana, i pericoli della condivisione di informazioni personali sulla rete sarà il tema dell' iniziativa della Polizia Postale "Una Vita da Social" che, in collaborazione con Skuola.net, porterà nelle piazze italiane una campagna di informazione sul sexting, sul cyberbullismo e sulle truffa in rete.

I VIDEO HOT

- I video che hanno turbato la città di Monopoli sono spezzoni di più di un filmato, e ritraggono, nei casi più "soft" alcune ragazze in pose oscene davanti allo specchio. Ma in altri si spingono a situazioni ben più hot, degne del migliore film hard. Le ragazze frequentano, secondo La Gazzetta del Mezzogiorno, la terza e la quarta classe superiore, e sembra che tratti di auto-riprese fatte volontariamente dalle ragazze stesse per sfidarsi ad un gioco che è andato oltre le intenzioni ma che, soprattutto, avrebbe dovuto rimanere segreto.

LA VENDETTA DI UN EX?

- Ma come è partito il giro telematico di questi filmati? Non è ancora ufficiale, ma sembra che a dare origine a questo episodio che, partito dalla pratica del sexting, è approdato alle estreme conseguenze, sia stato un tradimento della più giovane protagonista dei video. La vendetta del findanzato geloso è stata pronta: i video che lei stessa aveva girato in segreto sono stati diffusi su WhatsApp, prima agli amici di classe e di comitiva, poi a cerchie sempre più ampie, finché la condivisione è andata fuori controllo e ha raggiunto centinaia di persone, anche gli stessi genitori di una delle ragazze, che hanno sporto denuncia.

IL SEXTING RIMEDIO ALLA NOIA

- La psicologa Elisa Catena Gambino commenta su La Gazzetta del Mezzogiorno: "L’abitudine di riprendersi durante gli atti sessuali ormai è pratica diffusa tra i giovani cresciuti in questa generazione iper-tecnologica completamente nuova e disinibita rispetto a chi c’era prima. Si è svuotato di significato il concetto della tutela della propria reputazione. Sono saltati valori come la fedeltà, l’amore incondizionato, l’amicizia fraterna, il rispetto dei genitori, della persona, di se stessi. Il porno diventa facile costume per minorenni stanchi della normalità". E di questa emergenza la Polizia Postale si è resa conto, e dalla prossima settimana porterà nelle piazze italiane una campagna di sensibilizzazione su questi temi.

PERICOLI DELLA RETE, MEGLIO INFORMARSI

- "Una Vita da Social", la campagna di informazione e di sensibilizzazione sui temi del sexting, del cyberbullismo, della truffa online e, in generale, dei pericoli della rete, partirà la settimana prossima per iniziativa della Polizia Postale con la collaborazione di Skuola.net. Un camioncino si fermerà nelle maggiori piazze italiane per dare la possibilità, ai ragazzi e non, di informarsi su come navigare in sicurezza e imparare a riconoscere ed evitare i rischi che si possono correre in rete ma anche, e soprattutto, sui social network: basterebbe davvero poco per non essere protagonisti di casi di cyber-bullismo come quello che hanno subito le studentesse di Monopoli.
E tu hai mai condiviso video o foto personali su WhatsApp?

Carla Ardizzone

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