Via il Crocefisso: nasce nuovamente la polemica

Alex Menietti
Di Alex Menietti

Ore di tensione per un docente dell’Istituto Professionale “Casagrande” di Terni, che è stato convocato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione per chiarire come mai toglie il Crocefisso dall’aula ogni volta che ha lezione. A denunciare l'episodio sono stati gli studenti ed il Dirigente Scolastico.

COSA E' SUCCESSO - Tutto è iniziato all’inizio dell’anno. Il professore in questione, durante le sue ore di lezione in un’aula in cui era affisso il Crocefisso, ha cominciato a staccare il simbolo religioso per poi riappenderlo alla fine delle sue ore.Il fatto, inizialmente, non ha creato problemi, ma durante un’assemblea studentesca alcuni ragazzi si sono lamentati di questo fatto. La segnalazione è stata così girata al Dirigente Scolastico che, dopo aver chiesto invano al professore di smettere nel suo comportamento intollerante, ha visto come unica soluzione la denuncia nei confronti del professore. E così, nel corso della giornata di oggi, l’insegnante verrà interrogato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Molto probabilmente arriverà una sanzione disciplinare per lui.

INTERVISTA AL DIRIGENTE SCOLASTICO - Abbiamo contattato il prof. Giuseppe Metastasio, Dirigente Scolastico dell'Istituto, per fargli qualche domanda sulla vicenda e chiarire meglio l'episodio.

Cosa ne pensa di questa vicenda?
Innanzitutto la notizia non è "nuova", in quanto l'episodio si ripete dall'inizio dell'anno. Sta di fatto che dall'inizio dell'anno c'è il ripetersi di questo comportamento da parte del docente, che sta proseguendo ancora anche in questi giorni. Oggi finalmente verrà ascoltato dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione e probabilmente verranno presi provvedimenti disciplinari nei suoi confronti.

Se non sbaglio sono stati gli studenti a segnalarle questo episodio...
Sì ed è mio dovere tutelarli, come d'altra parte anche i lavoratori. La scuola ha al centro del servizio proprio gli studenti, che sono i fruitori del servizio. Stanno crescendo, tra l'altro fanno terza e quindi sono minorenni: un'imposizione nei loro confronti è grave.

INTERVISTA AL SINDACATO - Il professore Coppoli questa mattina era nella sede del sindacato Cobas, che oggi pomeriggio manifesterà il proprio appoggio al docente durante il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. Abbiamo così contattato Nicola Giua, rappresentante dei Cobas.

Come giudica la vicenda?
Assurda. La vicenda è veramente assurda non solo per il fatto della polemica sul Crocefisso, ma anche per una serie di episodi accaduti dentro la scuola.

Si spieghi meglio.
Oltre all'episodio che è ormai noto a tutti, sono state svolte alcune riunioni in cui non per tutti è stato possibile intervenire. La volontà del Crocefisso in quell'aula, secondo noi, è stata indotta non dagli studenti ma da qualcun altro. Tutto è nato a fine settembre, quando due ragazzi del terzo anno hanno portato a scuola il simbolo religioso: da questa loro azione è nata una discussione tra loro ed il prof. Coppoli. Al termine di questo dibattito sono scesi a un compromesso: gli studenti erano liberi di tenerlo appeso, ma il professore l'avrebbe tolto dal muro ogni volta che avrebbe avuto lezione, perchè altrimenti l'avrebbe vissuto in modo problematico.

Quindi Lei dice che il professore avrebbe problemi ad insegnare con il Crocefisso appeso...
Esatto, il Crocefisso lo vive problematicamente. E' dichiaratamente ateo lui, ma io che sono cattolico praticante mi sento di condividere la sua posizione. Siamo in uno stato laico.

Lo Stato prevede però anche che gli studenti debbano crescere non solo sotto il profilo formativo, ma anche sotto quello umano e culturale...
Il professore ha problemi etico-religiosi nel vedere quel simbolo appeso, e dal momento che lo Stato è laico ha diritto ad essere tutelato. Ripeto, secondo noi la volontà di appendere il Crocefisso è stata indotta da qualcun altro.

Un'ultima domanda: al centro della scuola - secondo Lei - ci sono gli studenti o i professori?
Tutti sono al centro della scuola, non solo queste due categorie. Certo è che senza studenti la scuola non esisterebbe...

CONCLUSIONI - Abbiamo visto che entrambi gli intervistati concordano sul fatto che al centro della scuola ci debbano essere, come è ovvio, gli studenti. Il sindacato, tuttavia, ritiene più importante tutelare il professore, che ha problemi nell'insegnare con affisso un Crocefisso. Il Dirigente Scolastico, invece, ha cercato di portare avanti le richieste degli studenti, in quanto è lui responsabile della loro crescita non solo formativa, ma anche umana e culturale.

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