Nave legalità: ricordare è impegno a cambiare

Cristina Montini
Di Cristina Montini

striscione Palermo

La pioggia incessante non ha fermato i circa 20.000 ragazzi che ieri, 23 maggio, hanno sfilato per le vie di Palermo ricordando le stragi di Falcone e Borsellino. Skuola.net ha marciato con loro condividendo emozioni e commozione.

ALBERO FALCONE - Due i cortei che hanno attraversato la città e i luoghi simbolo dei martiri per mafia: uno partendo dall'Aula bunker dell’Ucciardone, l'altro da Via D'Amelio. Entrambi sono arrivati davanti all’albero Falcone, il simbolo di questa cerimonia, perché si trova proprio accanto al portone di casa Falcone, dove ogni giorno la scorta lo riaccompagnava e dove quindi sarebbe dovuto arrivare anche quel tragico 23 maggio.

17.58 - Giovanni Falcone ha scritto: "Gli uomini passano, le idee restano [...] e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini". Il corteo ha quindi un forte valore simbolico: Giovanni quel 23 maggio non è tornato a casa, ma le sue idee continuano a camminare su quelli che sfilano in sua memoria. Alle 17.58 è stato osservato il silenzio in ricordo delle vittime delle stragi mafiose di Capaci e Via D'Amelio. Si è trattato dell'unico momento di silenzio in un corteo molto animato: i partecipanti hanno intonato per tutto il percorso i versi della storica “I Cento Passi” dei Modena City Ramblers, sono passati sotto le lenzuola bianche stese ai balconi delle case e hanno incitato tutti a scendere in strada e partecipare. C'erano ragazzi, ma anche molti adulti, genitori, insegnanti e figure istituzionali, che si sono riuniti per affermare, ancora una volta, la necessità di rispettare la legalità e combattere con essa ogni forma di criminalità.

striscione Palermo

IL RICORDO È RESPONSABILITÀ - Ci hanno ha colpito i numerosi striscioni in ricordo di Melissa, la giovane studentessa vittima dell’attentato a Brindisi. Ma sorprendente è stato anche il vivo coinvolgimento di così tanti ragazzi per fatti compiuti quando molti di loro non erano ancora nati. Ci ha colpito, poi, il fatto di poter incontrare il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e ci ha toccato profondamente la frase, che per noi è un po’ il simbolo di questa esperienza, dei ragazzi presenti alla manifestazione: “Ricordare vuol dire assumere la responsabilità di cambiare”.

GLI AMICI DI MELISSA VOGLIONO RISPOSTE - A emozionarci sono stati anche i discorsi tenuti presso l’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, i quali hanno assunto un tono così solenne forse proprio perché pronunciati nel luogo dove si svolse il primo maxiprocesso per mafia. Dopo la premiazione dei vincitori del concorso indetto per il XX Anniversario delle stragi di Capaci, hanno preso la parola Aurora e Chiara, due compagne di Melissa: “Due dati abbiamo in mente oggi: 16 anni e morte” e ai giornalisti hanno detto: “Ci stanno facendo tante domande, ma le risposte quando le avremo?”.

NAPOLITANO: RINNOVATE LA POLITICA! - I discorsi sono stati interrotti solo dalla musica: Baglioni ha cantato “Noi no” assieme al coro dei ragazzi. Forte il messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha esortato i giovani a scendere “in campo per rinnovare la politica” facendo a spallate per aprire porte e finestre e, ha sottolineato, “l’Italia ve ne sarà grata!'”


PROFUMO: VOI INVOCATE UN FUTURO LIBERO DAL RICATTO - Anche il Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che ha preferito partecipare alla cena assieme agli studenti invece che quella istituzionale, nel suo discorso si è rivolto direttamente ai ragazzi: “La vostra presenza qui oggi è particolarmente simbolica. E' una lezione alla mafia, al terrorismo, alla violenza che sabato scorso a Brindisi ha colpito la scuola in modo brutale e inumano”.

NOI FACCIAMO LA DIFFERENZA - Coloro che possono fare la differenza e cambiare davvero le cose, quindi, sono i giovani e questo è stato ribadito anche del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: “I ragazzi di Brindisi ci hanno dato una lezione incredibile. Hanno reagito, si sono ripresi il territorio, hanno gridato forte che la scuola non si tocca”.

Cristina Montini e Daniele Grassucci

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