Scuola, rivoluzione dal 2008: vacanze estive più brevi, si allungano le soste invernali

Marco Sbardella
Di Marco Sbardella


Potrebbero essere accorciate le vacanze estive a vantaggio di soste più lunghe durante l'inverno. Novità in vista per studenti, famiglie e professori per il calendario 2008 delle scuole. Ad annunciarlo è il vicepremier Francesco Rutelli. A settembre ci sarebbe l'anticipo dell'inizio delle lezioni di una settimana con la fine posticipata di un'altra settimana, ma in cambio si guadagnerebbero 15 giorni di vacanze pasquali e un'altra settimana da distribuire nell'arco dell'anno, «in base alle diverse esigenze delle Regioni». Questa la proposta di Rutelli. «Abbiamo insediato una commissione che ha lavorato negli ultimi mesi su turismo e pubblica amministrazione, che ha concluso i suoi lavori e ha formulato la sua proposta», ha detto il vicepremier, ribadendo che attraverso questa diversificazione delle vacanze «non si perde nessun giorno di attività e nessun giorno di vacanze per le famiglie e per i ragazzi».

Ora la proposta viene portata alla conferenza Stato-Regioni. Anzi, ha precisato Rutelli, è già stata trasmessa e «il primo tavolo tecnico si terrà tra pochi giorni con gli assessori regionali alla scuola». Il vicepremier si augura che la proposta venga attuata già per il prossimo anno scolastico e al contempo spera che del cambiamento «il sistema turistico italiano ne goda, sia pronto, attrezzato e ne abbia vantaggi».

«Sul tema delle vacanze presenteremo in Conferenza Stato Regioni una bozza di documento che, nel rispetto dell'esclusiva competenza delle Regioni e dell'autonomia organizzativa delle scuole in materia di calendario
scolastico, possa comunque consentire aperture e chiusure secondo le diverse esigenze». Ha dichiarato il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni.
«È chiaro che - continua - pur nella possibile flessibilità temporale, restano fisse a livello nazionale la data di inizio degli esami di Stato e i 200 giorni di lezione obbligatori previsti dalla legge. Ed è del tutto evidente che in alcune zone del Paese sarebbero, ad esempio, climaticamente insostenibili esami di maturità che si prolungassero fino ad agosto. Una riflessione sulla possibilità di un diverso calendario scolastico potrebbe anche venire incontro all'esigenza di evitare che interruzioni troppo lunghe e frammentazioni dei percorsi didattici si
traducano in difficoltà di apprendimento dei ragazzi».

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