Tetto di spesa: raddoppiano le classi fuori norma

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

raddoppiano le classi che violano i tetti di spesa dei libri di testo

I libri scolastici costano sempre di più. 1 classe su 5 non rispetta la legge 169/2008 che impone ai prof di non superare un certo limite al costo complessivo per i libri in adozione, stabilito annualmente dal Ministero dell’Istruzione per ogni indirizzo e anno di corso. I docenti possono superare il tetto di spesa al massimo del 10%, ma solo con giusta motivazione. Questo limite viene oltrepassato dal 20% delle classi esaminate, ma in più un cospicuo numero di classi, circa il 30% del totale esaminato, oltrepassano il limite pur senza eccedere il margine di tolleranza. Rispetto al 2012 aumentano quindi le classi che superano il tetto di spesa oltre la tolleranza consentita, passando dal 10% al 20%, mentre rimane pressoché invariata la percentuale di classi che superano il tetto ma rientrano nella norma. Complessivamente, quindi, una classe su due fa spendere alle famiglie più di quanto sancito dalle norme.

TETTO INVARIATO PER IL 2013 - Per il 2013 c’è stata una piccola anomalia: con cadenza annuale il Ministero dell’Istruzione era solito emanare un decreto che ritoccava all’insù i tetti di spesa in base al tasso d’inflazione. Quest’anno però c'è stata una novità: il Ministro, Maria Chiara Carrozza, per cercare di arginare il caro libri, ha deciso di mantenere per il 2013/2014 gli stessi tetti di spesa del 2012/2013, rinunciando al ritocco. Ma i prezzi di copertina non si sono di certo arrestati, e quindi questo può giustificare un aumento dei costi a parità di classi esaminate e in regime comunque di congelamento delle adozioni.

A NAPOLI QUASI 50 EURO IN PIU' - L’indagine di Skuola.net ha esaminato un campione di cento classi presenti nelle dieci città italiane più popolose (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania), lasciandone tuttavia invariata la composizione di anno in anno. In alcuni casi lo sforamento è di pochi euro. Ad esempio, il Professionale “Medi” di Palermo a indirizzo manutenzione e assistenza tecnica si parla di un eccesso di soli quattro euro. Altri, al contrario, obbligano le famiglie a una spesa notevolmente più rilevante di quella che dovrebbe essere loro garantita: si spendono ben 49,05 euro in più al “Miano” di Napoli.

POCA TRASPARENZA - Reperire i dati per questa inchiesta non è stato semplice. Infatti, non esiste un database aperto alla consultazione pubblica, sebbene il Ministero effettui dei controlli puntuali come ha confermato a Skuola.net il Direttore Generale per gli Ordinamenti del Ministero della Pubblica Istruzione, Carmela Palumbo. Tuttavia l’AIE, Associazione Italiana Editori, possiede questi dati e li mette a disposizione. Peccato che, arrivati al massimo alla quarta consultazione, tutti i siti esaminati smettano di fornire dati: accade sul sito ufficiale dell’AIE, ma anche su Amazon, Libraccio e altri siti di acquisto online dei testi. “ Trasparenza si, ma non troppa – commenta Serena Rosticci, web editor di Skuola.net – Il povero giornalista che vuole approfondire la questione dello sforamento dei tetti di spesa ci riesce, ma a fatica. Infatti, è possibile vedere sullo stesso sito a quanto ammonta il monte spese di quattro classi al massimo. Dopo di che il portale smette di fornire i dati. Per continuare la sua ricerca, ci si deve armare di iPad e, ogni quattro consultazioni, disconnettersi dalla rete in modo da cambiare l’indirizzo IP e collegarsi nuovamente al sito in questione.”

NESSUNA SANZIONE - “Nell’ambito del progetto open data, il Miur sicuramente farebbe bene per motivi di trasparenza fornire anche il database dei libri adottati dalle scuole - commenta Daniele Grassucci , Responsabile delle Relazioni Esterne di Skuola.net – così la pubblica opinione potrebbe capire realmente quanto vasto è il fenomeno. E poi ricordiamo che andrebbero previste delle sanzioni precise e puntuali, che ora sono assenti.”

L'INCHIESTA DI SKUOLA.NET - Per ogni città, sono state prese in considerazione le diverse tipologie di istituto che, nell’anno scolastico 2013/2014, hanno avuto il maggior numero di iscritti (Liceo scientifico, Liceo classico, Istituto tecnico settore tecnologico indirizzo informatica e telecomunicazioni, Istituto tecnico settore economico indirizzo amministrazione finanza e marketing, Istituto professionale settore industria e artigianato indirizzo manutenzione e assistenza tecnica, Istituto professionale settore servizi indirizzo enogastronomia e ospitalità alberghiera). Il calcolo su cui si è basata l’indagine ha tenuto conto dei libri di testo obbligatori adottati per la classe prima di ciascun istituto e ha voluto individuare l’importo della spesa che una famiglia deve sostenere per ciascun figlio all’inizio del suo percorso di studi. Negli anni successivi al primo, infatti, spesso si utilizzano alcuni libri di testo già acquistati in precedenza e sarebbe difficile stabilire con esattezza l’importo totale per la spesa dei libri.

E tu hai speso troppo per i tuoi libri di testo?

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