Scoperto a copiare, tenta il suicidio

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Non sembra in pericolo di vita il ragazzo che venerdì scorso si è buttato giù dalla finestra della sua scuola, a Carpi. Ciò che ha spinto il giovane a tentare di togliersi la vita è l’esser stato scoperto a copiare durante un compito in classe. Un atto di disperazione che va ad aggiungersi ad una triste lista di suicidi o tentativi fatti, purtroppo, da molti adolescenti nell’ultimo anno.

SORPRESO A COPIARE E COMPITO RITIRATO
- Ha 14 anni lo studente del liceo scientifico “Manfredo Fanti” di Carpi che, durante il compito di inglese, è stato sorpreso a copiare da alcuni bigliettini che si era preparato. Certo, esser beccati con le mani in flagrante non è una bella esperienza – chi c’è passato lo ricorderà bene – e l’insegnante in questo caso non c’è passata su, ma ha agito come, in fondo, ci si aspetta: ha ritirato il compito al ragazzo, sicura di dare una punizione esemplare, ma necessaria per far rispettare le regole. Mai, però, si sarebbe aspettata una reazione così grave da un suo alunno.


E' ANDATA BENE
- Come raccontato dai compagni, il 14enne dopo il compito, al cambio dell’ora, si è diretto verso la finestra del primo piano e si è lanciato da un’altezza di circa 5 metri cadendo sul prato dell’istituto. Subito soccorso, lo studente è stato ricoverato all’ospedale di Bologna dove i medici hanno rassicurato tutti che, nonostante il trauma alla schiena subito, il ragazzo non è in pericolo di vita.

E GLI ALTRI PERCHÉ LO FANNO? - Questo episodio ha di certo sconvolto i ragazzi dell’Istituto “Fanti” con i quali il preside ha cercato di discutere dell’accaduto per tranquillizzarli e capire le ragioni di un gesto così estremo. Ma di sicuro ha turbato anche chi ha letto la notizia, in particolare se si considera che circa un mese fa una ragazza di 15 anno ha tentato il suicidio sparandosi con una pistola per non andare a scuola e, ancora più recentemente il 7 aprile, un’altra studentessa di 18 anni si è buttata dal secondo piano del suo istituto, per fortuna anche lei senza conseguenze fatali.

LA SCUOLA, UNA RAGIONE DI VITA? - Di fronte ad una situazione che si fa fatica a comprendere fino in fondo, ci si chiede cosa passi per la testa di questi ragazzi nel momento in cui decidono di rinunciare, d’improvviso, a quello che di più caro hanno, la loro vita. Ci si rifiuta di pensare che l’esito di un compito o di una interrogazione possa essere l’unica causa che scateni questi gesti. Sebbene lo studio sia una cosa importante e da prendere sul serio, non sembra possibile che un ragazzo possa vivere le esperienze scolastiche in modo così intenso da farne una ragione di vita.

E allora, secondo voi, per quale motivo un adolescente sarebbe spinto a togliersi la vita a seguito di una delusione scolastica? Diteci la vostra opinione lasciando un commento.

Cristina Montini

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