Studenti bloccati dal vulcano

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Il Vulcano Islandese Eyjafjallajokull continua a bloccare centinaia di studenti italiani in giro per il mondo. Se i cieli italiani sono stati riaperti da poche ore, gli aeroporti di mezza Europa sono ancora in gran parte chiusi. Così intere classi sono accampate negli aeroporti esteri alla ricerca di un modo per tornare a casa. Treno, pullman, nave o pellegrinaggi a piedi sulla via francigena sono le soluzioni allo studio di prof e dirigenti scolastici. Con una semplice ricerca su Google ci accorge che sono tantissime le storie di studenti naufraghi per l'Europa. Eccone alcune.

18 ORE DA LONDRA A NAPOLI - Sembra comunque avviarsi a soluzione l’odissea dei 92 studenti del Liceo Classico Pansini e delle due classi di IV dello Scientifico Cuoco, tutti in vacanza in Inghilterra. Torneranno con i pullman messi a disposizione dai loro istituti. "I miei studenti sono partiti oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) alle 16, ora italiana, da Dover, diretti a Milano - spiega Salvatore Pace, preside del Pansini - dove poi un altro pullman li preleverà per portarli a Napoli". Un viaggio lunghissimo ed estenuante in autobus, circa diciotto ore, proprio come quello che inizieranno invece questa mattina i liceali del Cuoco con analogo percorso.

LOST IN MALTA - Costretti ad una permanenza prolungata a Malta anche molti studenti di Trentino e Veneto. La classe terza "operatore lavorazione meccanica" (14 ragazzi con 2 insegnanti) dell'Enaip di Primiero si trova infatti a Malta per una settimana di studio dedicata alle lingue. Il rientro era previsto per sabato 17 aprile in serata a Treviso ma a causa dello stop dei voli su tutto il nord, i giovani saranno "costretti ad una vacanza prolungata", probabilmente fino a giovedì se non riusciranno a trovare prima un volo su Roma. I ragazzi stanno ovviamente bene e sono ospitati presso le famiglie dove avevavo alloggiato durante la settimana di studio.

DUBLINO FOREVER - Al Liceo Classico-Linguistico di Spoleto si è vissuta un’altra giornata infernale alla ricerca di un modo per far rientrare le due classi di studenti impegnate per uno stage linguistico a Dublino. oro, gli studenti, continuano l’inaspettato prolungamento dello stage. “Mi sento di ringraziare il direttore della Language Learning International di Dublino, il professor Eugene Murphy, che si è reso disponibile a far continuare le lezioni ai nostri studenti e le famiglie che li stanno ospitando. Salteranno le altre materie, ma almeno avranno modo di perfezionare l’inglese” ha simpaticamente concluso la dirigente dell’istituto.

VIAGGIO DELLA SPERANZA - Gli studenti del Liceo Linguistico "Kennedy" di Ispica (Ragusa) sono ancora bloccati a Londra per l'emergenza del vulcano islandese e per la decisione delle autorita' aeronautiche di chiudere lo spazio aereo del Nord. Il vicepresidente della Provincia di Ragusa Girolamo Carpentieri ha continuato a seguire l'evolversi della situazione. La soluzione individuata sabato di ricorrere subito ad un pullman e' stata bloccata dall'Ambasciata italiana di Londra per il congestionamento veicolare del tunnel della Manica. Nelle ultime ore, Carpentieri ha avuto un filo diretto con l'Ambasciata per risolvere tempestivamente la questione e per non allungare ancora il soggiorno londinese degli studenti. Cosi', e' stata presa la decisione che, se gli aeroporti inglesi non dovessero riaprire domani, gli studenti si metteranno in viaggio domani in pullman per raggiungere Napoli dove si imbarcheranno su una nave che li portera' a Catania e quindi ad Ispica.

PRAGA AGRIGENTO IN PULLMAN - Faranno rientro con un pullman messo a disposizione dalla scuola gli studenti del liceo classico “Empedocle” di Agrigento, rimasti bloccati a Praga in seguito all’annullamento dei voli a causa della nube sprigionata dal vulcano islandese. Un altro viaggio della speranza.

SOGNO O DISAVVENTURA? - Quando si parte per un viaggio di istruzione, non si vorrebbe mai tornare a scuola per evitare di affrontare nuovamente la routine quotidiana felicemente abbandonata per qualche giorni di baldoria in gita. L'essere costretti a rimanere a casa potrebbe rappresentare il sogno di molti studenti, che pur di non tornare a scuola sono pronti a fare di tutto. Ma se la permanenza forzata dovesse prolungarsi, forse anche l'odiata scuola potrebbe rappresentare un dolce pensiero. L'altra faccia della medaglia è invece rappresentata dagli studenti che dovevano partire in questi giorni per il viaggio di istruzione e invece sono rimasti a casa... A loro sì che va l'Oscar della Sfiga.

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7 dicembre 2016 ore 16:30

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