Studenti assediano il Senato, ma la riforma si farà!

Gli studenti "assediano" il Senato, dove i nostri politici stanno discutendo della riforma Gelmini. Per oggi è prevista la votazione finale: la maggioranza giura che il decreto verrà convertito in legge nonostante le forti e diffuse proteste. Ma anche gli studenti sono disposti ad andare avanti per la loro strada, sia quelli favorevoli che quelli contrari.

MARCIA SU ROMA - Ieri la manifestazione sicuramente più significativa è stata a Roma, dove ben sette cortei hanno attraversato Roma per convergere a palazzo Madama sede del Senato dove oggi è in discussione il contestato decreto Gelmini. Almeno 10.000 studenti si sono riversati da varie zone della capitale e si sono ritrovati di fronte al Senato, per mostrare ai politici il loro dissenso in maniera pacifica. Nonostante la pioggia battente, molti sono rimasti anche durante la notte.

STUDENTI UNITI E COMPATTI - Erano anni che non si vedeva un movimento studentesco così ampio per protestare contro i provvedimenti del governo in materia di scuola. Neanche la reintroduzione degli esami di riparazione voluta lo scorso anno dal Ministro Fioroni aveva potuto tanto, segno che questa volta il dissenso è molto diffuso: studenti e professori sono preoccupati per i tagli di spesa.

CI SONO ANCHE I FAVOREVOLI - Alla nostra casella di posta sono giunte anche molte e-mail di persone favorevoli alla Riforma, che in questi giorni di monopolio mediatico delle manifestazioni di piazza si sono sentiti quasi soffocati. Le loro opinioni sono condivisibili, perché la scuola italiana va riformata e risanata da certi sprechi che la caratterizzano.

RIFORMA NON SMANTELLAMENTO - A nostro avviso la Gelmini stava lavorando bene dal punto di vista pedagogico, seguendo il filone tracciato da Fioroni che voleva riportare un maggiore rigore nelle nostre scuole: esami di riparazione, norme anti-bullismo più severe, commissioni d'esame miste e così via. Il problema si è prodotto quando per ragioni di bilancio si è deciso di effettuare dei tagli di spesa molto forti nel settore istruzione: i famosi 8 miliardi, di cui 3 solo verranno reinvestiti nella scuola.

SCUOLA PIÙ POVERA - La scuola dovrà fare a meno di 5 milioni di euro in quattro anni, quando invece c'è bisogno di investire. Investire per pagare gli insegnanti di più gli insegnanti meritevoli, come avviene in tutta Europa. Investire per formare una classe docente all'altezza con i tempi che cambiano. Investire per rimodernare gli edifici, perché oltre la metà non è a norma in termini di sicurezza.

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