Scuole allo sfacelo: edilizia, sovraffollamento e manca pure la carta igienica

Cristina Montini
Di Cristina Montini

A meno di due mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico, studenti e insegnanti si trovano di nuovo a far lezione in scuole carenti, inadeguate e addirittura pericolose. Le riforme messe in atto dal Ministro Gelmini non hanno ancora risolto questo importante e urgente problema e, intanto, gli studenti frequentano scuole non proprio sicure.

MANCA SAPONE E CARTA IGIENICA - I problemi di cui le strutture scolastiche soffrono sono parecchi e Cittadinanzattiva ha raccolto i numeri di queste carenze attraverso il VII Rapporto sulla sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici basandosi sul monitoraggio di 106 scuole in 11 regioni per un totale di 1447 edifici. I numeri che emergono sono preoccupanti: nel 69% dei bagni mancano gli asciugamani usa e getta, nel 61% manca il sapone per lavarsi le mani (con buona pace delle regole di Topo Gigio per evitare l’influenza A) e nel 44% dei casi manca pure la carta igienica.

PROBLEMA EDILIZIA - Se poi si passano in rassegna gli edifici che presentano problemi connessi all’edilizia, la questione diventa ancor più seria: nelle scuole monitorate è il 52% delle aule ad avere spigoli non protetti, il 29% quelle che hanno finestre non integre così come quelle con prese ed interruttori rotti o rimossi. Le aule con crepe nell’intonaco sono il 17% e a ciò si aggiunge anche il peso delle numerose barriere architettoniche ancora presenti in moltissime scuole. Oltre a ciò, solo una scuola su tre ha il certificato di agibilità statica e solamente una su quattro possiede quelli di agibilità igienico-sanitaria e prevenzione incendi. E ancora: le strutture monitorate si trovano in zone a rischio sismico nel 54% dei casi e, il 26%, sono a rischio idrogeologico.

NON PARLIAMO DELLA PULIZIA! - Ma scarsi sono anche quei servizi che normalmente una scuola dovrebbe offrire: il 34% delle scuole monitorate, ad esempio, non possiede una palestra e, anche laddove esista, il 17% di queste risultano essere l’ambiente più sporco. E in fatto di mancanza di igiene seguono poi bagni e corridoi (12%), aule (11%), mensa (9%), sala docenti (6%), aula computer (5%), segreteria e laboratori scientifici (4%) e biblioteca (3%). E pensare che gli studenti trascorrono gran parte della giornata in questi posti.

LA SCUOLA MI STA STRETTA - Non pochi grattacapi li danno anche le dimensioni delle aule che risultato sempre più “strette”. La legge 133/2008, infatti, ha innalzato i parametri minimi e massimi di alunni nelle classi. Questo, assieme ai tagli del Governo, ha portato ad aule che arrivano a contenere più di 25 studenti, limite che invece non si dovrebbe superare dal momento che viene imposto dalla normativa per motivi di sicurezza. E per fare qualche esempio pratico, basta pensare che quasi tutte le classi di prima media nelle scuole bolognesi risultano essere fuorilegge o, più precisamente, non sono a norma in caso di incendio. Questo, proprio come conseguenza del sovraffollamento delle aule oltre il limite dei 25 imposto dalla legge. Inoltre vale la pena ricordare che ad ogni persona (insegnante e alunno), per legge dovrebbe essere garantito uno spazio di 1,80 metri quadri nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1,96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre ad una altezza minima di 3 metri..

MENO INSEGNANTI, MA INTANTO ARRIVANO LE LAVAGNE - E per completare questa breve rassegna di “mancanze” vi segnaliamo anche la protesta del gruppo “maestre e maestri” di Parma che fanno notare una situazione a loro avviso paradossale: proprio mentre si procede al taglio delle spese e alla riduzione degli insegnanti, nelle scuole stanno arrivando le nuove e tecnologiche lavagne interattive. Una concomitanza di cambiamenti che risulta stridente tanto che il portavoce del gruppo commenta così: “un sentito ringraziamento per le bellissime lavagne, ma sarebbe meglio se non eliminassero gli insegnanti dalle scuole”.

E la vostra scuola in quali condizioni si trova? Confermate o no i dati emersi dal rapporto di Cittadinanzattiva? Scrivetecelo lasciando il vostro commento.

Cristina Montini

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