Sesso a scuola, gli studenti raccontano la verità

Cristina Montini
Di Cristina Montini

sesso nei bagni della scuola

Oggi torniamo sulla vicenda dei due ragazzi della scuola Einaudi di Bassano del Grappa sorpresi a fare sesso nel bagno della scuola per aggiornarvi sulle ultime news arrivate e per informarvi sulla lettera di protesta scritta dagli alunni dell’Istituto verso gli organi di stampa che si sarebbero accaniti sulla vicenda.

LETTERA DEI RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI - Gli studenti dell’Einaudi non hanno gradito di essere sbattuti su tutti i giornali e i media per un episodio che, secondo loro, non è stato raccontato correttamente. Così hanno deciso di scrivere una lettera pubblicata poi sul quotidiano “Il Gazzettino” e di cui oggi noi vi pubblichiamo una parte, quella in cui sono stati descritti i fatti dal punto di vista degli studenti:

La storia, però, ora vogliamo raccontarvela anche noi, che ne sappiamo molto più di quanto qualcuno sarà disposto a credere. Sedete, perché la nostra storia è diversa e forse annoierà. La verità non ha mai interessato più di tanto, in casi come questo. Un ragazzo, un qualsiasi lunedì mattina, chiede di andare in bagno alla professoressa. È una cosa normale a scuola, quando scappa, scappa, direbbe qualcuno. Torna, però, poco dopo, con una velocità insolita. Un suo compagno chiede di uscire dalla classe. Il ragazzo appena tornato lo sconsiglia, con fare evasivo. "Aspetta un po', è meglio", dice. La professoressa, però, sente il tutto e si incuriosisce. "Che succede, stanno fumando?" chiede. "Non proprio prof, diciamo che... ehm... si stanno tenendo compagnia, divertendo. Come posso dire...". Non serve aggiungere altro, la situazione è chiara. La professoressa esce, per capirne di più, e si dirige verso i bagni. Lì, fuori dalla porta, quasi per casualità, vede un inserviente scolastico e, visto che i bagni sono quelli maschili, gli chiede di entrare per controllare la situazione. L'inserviente entra, ispeziona, esce. "In effetti lì dentro c'è qualcuno, ma la porta è chiusa". "Aspetteremo". I due imbucati, oramai certi che qualcosa lì fuori stia accadendo, capiscono: meglio abbandonare quel gioco che si sta facendo pericoloso. Esce prima lei, la professoressa è lì ad aspettarla. "Ma cosa stavi facendo lì dentro?" "Come cosa stavo facendo? Niente di male..." risponde la ragazza con fare evasivo. Poco tempo dopo esce anche lui, tutt'altro che tranquillo. L'espressione è quella di chi sa di averla fatta grossa, il gioco non si è concluso come sperava. Il chiacchiericcio nel frattempo si diffonde, prima nella classe del ragazzo all'inizio della nostra storia e poi nelle classi dei due "appassionati".

ECCO PERCHÉ LA PUNIZIONE È STATA DIVERSA - Gli studenti, inoltre, hanno tenuto a specificare che si è trattato di “sesso orale” e che il motivo della disparità di sanzione non ha riguardato il fatto che lei si sia recata nel bagno dei maschi. Di fatto, come riportato da vari quotidiani tra cui il Corriere, il Dirigente scolastico, Giovanni Pone, ha reso noti solo in un secondo momento i motivi che hanno portato ad una diversa sanzione disciplinare spiegando che il percorso punitivo è stato concordato con i genitori di entrambi gli studenti coinvolti: la ragazza è arrivata all’Einaudi a fine quadrimestre e dalla pagella è emerso che aveva bigiato la scuola più di una volta all’insaputa dei genitori ed era stata varie volte oggetto di richiami. Per questo è stato deciso di sospendere la studentessa per 3 giorni concordando le date con i genitori per permettere loro di “sorvegliarla” impedendole l’uso di internet, tv e altro. Discorso diverso, invece, per il ragazzo che non era mai stato oggetto di vicende incresciose, e per questo la sospensione per lui è stata solo di 1 giorno.

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Cristina Montini

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