La Scuola cambia strada: meno tagli, più sicurezza

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

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Niente più tagli alla scuola pubblica e l’edilizia come priorità. Questo è il succo del discorso che il ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, ha pronunciato ieri sera davanti le telecamere del TG1. A quanto pare, da Viale Trastevere devono essersi accorti davvero di quanto la scuola abbia sofferto in questi ultimi anni.

BASTA TAGLI – “Questo non sarà un anno di tagli per la scuola, credo che quella fase sia terminata. Il Paese ha capito che il vero investimento per il suo futuro è proprio nella scuola”. Queste le esatte parole pronunciate ieri sera dal ministro Profumo riguardanti il futuro della scuola, del suo personale e di milioni di studenti.

L’EDILIZIA, UNA PRIORITA’ – Dopo i diversi casi di crolli di soffitti, di lampade ed altri esempi di cattiva manutenzione delle strutture scolastiche, Profumo ha affermato che l’edilizia sarà una sua priorità perché tale deve essere la sicurezza dei ragazzi e di tutto il personale, docente e non, che lavora nell’ambito scolastico. Infatti, ha dichiarato che, relativamente al problema dell’edilizia, “una quota di risorse sono già disponibili, fondi europei, una parte del piano per il Sud e i fondi Cipe. Il problema è che, in alcuni casi, Comuni e Province, proprietari degli edifici, hanno limitazioni sul patto di stabilità. Questo è un problema che il governo si sta ponendo. E un ragionamento se la sicurezza delle scuole possa essere stralciata dal patto di stabilità deve essere fatto”.

RAFFORZARE I TECNICI – Queste le novità che il ministro ha promesso di attuare a breve, ma ce n’è una che, se possibile, tocca ancora più da vicino gli studenti italiani: il rafforzamento degli istituti tecnici e professionali. Infatti, al giorno d’oggi, il mercato del lavoro chiede sempre più tecnici ed artigiani, ed è giusto che i ragazzi lo sappiano e scelgano la loro formazione scolastica anche in base a questo. Infatti, Profumo stesso ha dichiarato che “in Italia dobbiamo rafforzare l'istruzione tecnica. Se ci confrontiamo con altri paesi la percentuale di studenti che seguono questi percorsi è troppo limitata. Il Paese ha bisogno di più personale tecnico sia a livello scuola media superiore, sia a livello universitario”.

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Serena Rosticci

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