Scuola: scontri con la polizia a Milano

Ore di tensione ieri pomeriggio nel centro di Milano: un corteo non autorizzato di studenti e lavoratori dell'Università per le vie del centro ha raggiunto la stazione Cadorna, dove i manifestanti contro il ddl Gelmini si sono scontrati con le forze dell'ordine. Il bilancio è di tre feriti e tre contusi: due ragazzi sono stati medicati per ferite al naso e ad un occhio, mentre gli altri quattro (tra i quali un giovane che, secondo i sanitari, avrebbe avuto bisogno di due punti di sutura in testa) se ne sono andati senza farsi medicare.
GLI SCONTRI - I manifestanti, circa un migliaio, hanno tentato di entrare in stazione per bloccare i treni delle Ferrovie Nord, ma sono stati bloccati dal cordone delle forze dell'ordine. Lancio di candelotti da una parte e fumogeni dall'altra, poi qualche carica dei militi ha impedito al corteo di entrare in stazione. I manifestanti hanno cominciato a spingere gli agenti, che hanno reagito a colpi di manganello. I ragazzi contestano a polizia e carabinieri di aver infierito su un ragazzo già caduto a terra: lo documenta un video girato da uno degli studenti, in cui si vede un carabiniere che prima colpisce il ragazzo con una manganellata e poi infierisce con un calcio.

TENSIONE - C'è chiaramente tensione nell'ambiente e questi sono i risultati. Gli studenti infatti, hanno diritto di protestare ma all'interno delle regole. Quando a una manifestazioni si associano gesti di violenza come il forzare un blocco della polizia, automaticamente si passa dalla parte del torto. Perché manifestare significa affermare la propria opinione in maniera forte e ben visibile, riunendo tante persone che la pensano alla stessa maniera. Non significa invece occupare i binari della stazione, oppure forzare i posti di blocco. Lo stesso discorso, chiaramente, si può applicare a tante altre manifestazioni oppure alle partite di calcio: quando questi eventi si trasformano in teatri di scontri violenti, vuol dire che qualcuno è lì per qualche altre motivo che non sia quello della partita. Detto ciò, la polizia non ha però nessun diritto di usare in maniera eccessiva la forza, come invece è accaduto in questo caso.

LIVELLO DI PROTESTA- Il livello di protesta si sta alzando, perché ora si stanno aggiungendo anche gli universitari. Insomma tutto in tutto il mondo dell'istruzione si stanno creando delle frange di opposizione fortissima alle modifiche al sistema. In attesa della manifestazione del 30 ottobre promossa dai sindacati confederati.

CONSIGLI PER MANIFESTARE - Sappiamo che in molte scuole superiori si stanno organizzando delle forme di protesta. Il nostro consiglio è di attivarvi solo se siete veramente convinti di essere contrari, il che presuppone di essersi anche documentati sulla riforma della scuola. E soprattutto non vi abbandonate mai a forme di violenza o devastazione: se la scuola è in crisi perché non ha i fondi, perché aggravare la situazione con ulteriori danni? Si tratterebbe di un'incoerenza che squalificherebbe la manifestazione.

RACCONTATECI LE VOSTRE ESPERIENZE - Vi chiediamo di aiutarci a scoprire cosa accade nelle nostre scuole inviandoci la vostra segnalazione. Come fare? E' semplice, basta inviare una mail a mail_placeholder poi specificare
Oggetto: Nome della scuola
Testo: Descrizione dell'iniziativa
Allegato: allegare foto o filmati, in unico file compresso se sono più di uno (se i file sono grandi, attendere il caricamento).
Nei prossimi giorni pubblicheremo le segnalazioni più importanti.

Approfondimenti:
- Editoriale Skuola.net 20 ottobre
- Sulla la legge sui tagli di spesa;

- Sul decreto in discussione al Senato;
- Le manifestazioni del 10 ottobre;
- Le manifestazioni del 17 ottobre.

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7 dicembre 2016 ore 16:30

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