Scuola: punto della situazione sulle proteste


Ormai non si contano più le forme di protesta contro la riforma della scuola, tanto che le notizie sembrano quasi confuse per la quantità di informazioni che ci vengono fornite. Da questi due venerdì di passione (il 17 e il 10 ottobre) emerge un fronte trasversale di contrari alla riforma: studenti di ogni ordine e grado, genitori, insegnanti, universitari.

DIVISIONE - Sicuramente ciò che più balza all'occhio è la divisione. Se le varie parti contrarie alla riforma si fossero messe d'accordo su un'unica grande manifestazione, concentrando gli eventi, forse si sarebbe ottenuto un effetto maggiore in termini di risultato finale. Invece si è ridotta la forza complessiva del movimento frazionando i partecipanti.

PROSSIMI APPUNTAMENTI - Le manifestazioni continueranno. L'Unione degli Studenti ha in calendario una serie di attività tra il 21 e il 23 ottobre, in concomitanza con la discussione in Senato del decreto Gelmini. I sindacati confederati hanno già proclamato uno sciopero per il 30 ottobre.

GELMINI OK MA... - La Gelmini ha lavorato bene in alcuni settori: il voto di condotta, i provvedimenti per limitare il caro-libri e il mantenimento degli esami di riparazione sono sicuramente interventi sui quali si può essere sostanzialmente d'accordo. Erano necessari per restituire un po' di rigore alla scuola italiana, afflitta dal bullismo e dal debito che non si recuperava mai.

ECONOMIE DI SCALA - Il vero problema sta nelle scelte del Governo di tagliare 8 miliardi di euro dal bilancio della scuola nei prossimi anni. Lo Stato Italiano deve risanare il suo bilancio e quindi deve tagliare le spese oltre che combattere l'evasione fiscale. Tra i settori, innumerevoli, scelti per ridurre la spesa pubblica c'è anche la scuola. La Gelmini si è quindi ritrovata costretta ad attuare una serie di provvedimenti, concordati col ministro delle Finanze, col solo scopo di risparmiare.

MENO ORE, MENO PERSONALE - Siccome la manodopera è la voce di costo più importante, è da lì che si è cominciato. Il maestro unico e la riduzione di orario alle medie e superiori è solo funzionale a ridurre il personale, cioè insegnanti, bidelli e personale amministrativo.

E LA QUALITA'? - E' chiaro che se la linea guida della riforma è il risparmio, difficilmente si potrà migliorare la qualità della scuola italiana. Un settore, invece, che dovrebbe essere potenziato perché dalla qualità del sistema di istruzione di un paese dipende il suo futuro. Tali scelte strategiche non dovrebbero essere solo onere della maggioranza parlamentare, ma condivise anche con la minoranza. Invece finora questi provvedimenti sono passati ricorrendo al voto di fiducia: questo vuol dire che la discussione parlamentare è stata pressoché nulla.

NAPOLITANO - Il Presidente della Repubblica ha ribadito la sua stima nei confronti del Ministro e ha invitato tutti a non dire sempre di no. Però ha anche chiesto alla Gelmini non abusare dei decreti, seguendo invece la via della proposta di legge da presentare in parlamento, sostenendo la relativa discussione. Ne sapremo di più nei prossimi giorni, quando il provvedimento sul maestro unico & company arriverà al Senato.

Approfondimenti:
- Sulla la legge sui tagli di spesa;
- Sul decreto in discussione al Senato;
- Le manifestazioni del 10 ottobre;
- Le manifestazioni del 17 ottobre.

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